Noi del ’45


Nati dalle macerie
a piedi nudi
sulle stoppie
tra pozzanghere.
Rimpiattini
fra pagliai
mare immaginato
sull’aia
carri cigolanti
vacche amiche
campi gialli
immensi.
Tramontana
sulle gambe
camino spento
pane gustato
bambole di pezza
treni di latta.
In ginocchio
composti
sulle panche di chiesa.
Sei matite
macchie d’inchiostro
sui quaderni.
Sogni chiusi
in cartelle di cartone.

Graziella Cappelli

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12 commentiLascia un commento

  1. E brava,mi ci ritrovo con le bambole di pezza a cui mancavano gli occhi o quelle di ceramica a cui li cavavo…e la latta e quei materieli così caldi…grazie .Tinti

  2. io sono nata 20 anni dopo,ma mia madre nel ’45 aveva 6 anni e di quel vivere doloroso ,senza niente se non la speranza,mi ha raccontato e nutrito.
    a volte si nasce per caso in epoche che non ci appartengono,io potrei essere nata nell’8oo,a volte.
    maria attanasio

  3. Grazie cara Tinti. La nostra infanzia è sempre nel cuore. Baci Graziella

  4. Cara Maria, vivo ancora quel tempo ormai lontano.
    Grazie, ti ho sentita molto vicina.
    Graziella

  5. “Sogni chiusi
    in cartelle di cartone.”

    Anche se io sono un po’ più giovane…mi ricordo le bambole di pezza, e mi ritrovo tanto in quella cartella fatta di poche cose, ma di tanta speranza. Ciao Graziellina, un bacio grande.
    Roberta

  6. Veritiera e bella, ciao rosy

  7. Cara Roberta, si, quelle cartelle dicono molto.
    Baci Graziella

  8. Grazie cara Rosy. Affettuosi saluti Graziella

  9. cara graziella, molto bella. in pochi tocchi hai descritto un mondo che in parte ho anch’io vissuto. e inviti alla riflessione se pur banale, non inutile, di come fosse gustato quel pane, di come fosse immenso il giallo dei campi. di come si potesse avere sogni!
    anch’io sono stata composta in ginocchio da bambina, anche se faceva male, ma bisognava essere bravi. non so se questo sia stato un bene o un male. è andata così.
    ma li vedo questi bimbi a giocare con niente
    azzurrabianca alessandra

  10. Cara Azzurrabianca, si è andata così.
    Quando ripenso a quel tempo, ho tanta nostalgia e mi stupisco nel costatare che in fondo: non cambierei
    niente. Un caro saluto
    Graziella

  11. Altri tempi, c’ero anch’io. Anche la foto fa tornare a quei tempi. grazie -Giuseppe

  12. Grazie a te Giuseppe. Graziella


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