Il mondo sottosopra

Le novità editoriali dei nostri amici ormai sono un appuntamento consueto, ed è sempre un grande piacere, oltre che… un orgoglio di bandiera del nostro Cantiere, presentarvele ancora fresche di stampa: è la volta di Maristella Angeli, la nostra amica poetessa che pubblica la sua quinta silloge  “Il mondo sottosopra” per i tipi delle Edizioni Rupe Mutevole. Naturalmente facciamo i complimenti a Maristella per la sua nuova fatica, insieme ai nostri migliori auguri per un lusinghiero successo di critica e di pubblico! Affidiamo alle parole di Sandro Orlandi, tratte dalla sua recensione (che potrete leggere integralmente collegandovi al link qui sotto), il compito di accompagnarci nel mondo poetico dell’autrice:

“…in questa raccolta l’autrice, per la forma poetica, il respiro interiore, la dolcezza visiva e la notevole vis onirica, a mio avviso si avvicina molto, pur nella diversità, ad un’altra grande poetessa: la Emily Dickinson…. Una silloge preziosa questa della Angeli, che si dimostra ancora una volta e sempre di più una grande interprete dei sentimenti umani e della vita di ognuno di noi…”

Sandro Orlandi

Il mondo sottosopra – Recensione di Sandro Orlandi

Roma per sempre

Vie dimenticate che sanno d’umido,
trasudano antichi odori che la memoria
accende.
Suonano ancora voci antiche ormai
passate.
Nuove voci e nuove parole, toni diversi
da quelli che ascoltai.
Mi adeguo, il mondo è cambiato ed io
cambio…ci provo.
Nuovi colori e nuovi odori il posto
hanno preso di quelli che nella mente
gelosamente conservo,
memoria di un tempo forse migliore
sol per l’età che più non torna.
Il mondo è cambiato, io sono cambiato.
Lingue a volte incomprensibili al posto
dell’intercalare che sapeva di musica.
A volte le accetto, a volte le rifiuto,
a volte le amo…odiarle, mai.
Il mondo è cambiato, s’è fatto più piccolo.
Io sono cambiato, ora più maturo forse
più vecchio, chissà….
Questa città non è cambiata, da sempre
uguale come la via che ancora conserva
il lucido sampietrino e lo stesso cielo.
che con dolce nostalgia percorro.
In questa città sono nato ed ho vissuto.
L’amo anche quando ostile si fa senza
volerlo.
Se la ami l’ami per sempre o non l’hai
mai amata.
Da sempre, come vecchia puttana,
ognuno accoglie e di ognuno madre
comprensiva diventa come lupa
di antica leggenda.

Claudio Pompi

Published in: on novembre 10, 2010 at 07:33  Comments (6)  
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Il mio calendario

Indovinami indovino
tu che leggi nel destino
l’anno nuovo come sarà?
bello brutto od a metà?

Trovo stampato nei libroni
che avrà certo quattro stagioni
dodici mesi ciascuno al suo posto
un bel Natale e ferragosto
e il giorno appresso il lunedì
sarà sempre un martedì.

Di più ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini ce lo faranno.

Victor

Published in: on novembre 10, 2010 at 07:28  Comments (7)  
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Ehi, della vita!

REPRESÈNTASE LA BREVEDAD DE LO QUE SE VIVE, Y CUÀN NADA PARECE LO QUE SE VIVIÒ

“¡Ah de la vida!”… ¿Nadie me responde?
¡Aquí de los antaños que he vivido!
La Fortuna mis tiempos ha mordido;
las Horas mi locura las esconde.

¡Que sin poder saber cómo ni a dónde
la salud y la edad se hayan huido!
Falta la vida, asiste lo vivido,
y no hay calamidad que no me ronde.

Ayer se fue; mañana no ha llegado;
hoy se está yendo sin parar un punto:
soy un fue, y un será, y un es cansado.

En el hoy y mañana y ayer, junto
pañales y mortaja, y he quedado
presentes sucesiones de difunto.

SI RAPPRESENTA LA BREVITÀ DI CIÒ CHE SI VIVE, E QUANTO APPARE NULLA CIÒ CHE SI È VISSUTO

“Ehi, della vita! Nessuno mi risponde?

Qui tutti gli anni passati che ho vissuto!

la fortuna ha addentato il mio tempo;

le ore le nasconde la mia pazzia.

Che io non possa sapere  come nè dove la salute e l’età siano fuggite!

Manca la vita, rimane il vissuto,

e non c’è calamità che non mi circondi.

Ieri fu, domani non è ancora giunto;

oggi se ne sta andando senza fermarsi un istante;

sono un fu, e un sarà, e un è stanco.

Nell’oggi e nel domani e ieri congiungo

pannolini e sudario, e son rimasto

eredità presente di defunto.

FRANCISCO DE QUEVEDO Y VILLEGAS

Assuefazione alla demagogia

È un titolo impossibile
assuefazione alla
demagogia! E un empito
di poesia balla
e al labbro balza su!
E vedo tangentopoli
con sprechi di miliardi
e spero per i popoli
che non sia troppo tardi
ma vinca la virtù!
Sì, sgombreranno l’autobus
rendendoci il maltolto
stolti quei ladri luridi
che hanno o non hanno volto
miseri parvenu!

Sandro Sermenghi

Erba

Se mai dovessi avermi la schiena
fatti terra:
tra le sue mani ho visto agitarsi il firmamento
soldati gialli, sporchi di grano
e luce inverna.

Fa che il riposo sia un bel futuro
ma non ora,
ché ho voglia di radici bagnate
e di carezze,
d’essere colto e messo nel grembo tuo di neve.

Se mai venisse fuori poesia
sarà pittore,
un dodicenne scarpe di tela,
e il volto tuo
baciato mentre godi, e non ce n’è mai abbastanza.

Massimo Botturi

Published in: on novembre 10, 2010 at 07:23  Comments (7)  
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