Lenzuola bianche

Le vedo
ad ogni angolo
su ogni volto
sull’erba e
tra i sassi
sono sogni
di pulito
che scivolano
s’increspano
alla brezza
e ci conducono
dove
sboccia
un croco
all’alba
di ieri.

Tinti Baldini

Published in: on novembre 11, 2010 at 07:30  Comments (16)  
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Furore

Aprirò un cancello
di ferro arrugginito
per nascondere gli attrezzi
del mio falso umore.

Con le braccia a crocefisso
rivolte all’infinito
salirò sulla vetta del monte
a gridare il mio furore.

Guarderò in faccia
il mostro imbellettato
per strappargli la maschera
del buon educato.

Mi accomoderò
sulla torta nunziale
d’un milione di torti farcita.

Darò scandalo fra bellimbusti
cariatidi sparse
tra bicchieri e vassoi.

Minerò la base del tempio
sapendo da prima
che non sarà uno scempio.

Lorenzo Poggi

O rustica Fidile

Caelo supinas si tuleris manus
nascente luna, rustica Phydile,
si ture placaris et horna
fruge Lares avidaque porca

nec pestilentem sentiet Africum
fecunda vitis nec sterilem seges
robiginem aut dulces alumni
pomifero grave tempus anno.

Nam quae nivali pascitur Algido
devota quercus inter et ilices
aut crescit Albanis in herbis,
victima, pontificum securis

cervice tinguet; te nihil attinet
temptare multa caede bidentium
parvos coronantem marino
rore deos fragilique myrto.

Inmunis aram si tetigit manus,
non sumptuosa blandior hostia
mollivit aversos Penatis
farre pio et saliente mica.

§

Se avrai alzato le palme al cielo quando la luna è nascente, o rustica Fidile, se avrai placato i Lari con l’incenso, col raccolto nuovo e con una scrofa affamata, nè la vite feconda soffrirà per lo scirocco pestilenziale nè le messi per la ruggine che rende sterili nè i delicati capretti soffriranno le intemperie del tempo autunnale. Infatti fra le querce e i lecci dell’Algido nevoso pascola o cresce nelle erbe d’Alba la vittima designata che tingerà la scure dei pontefici; non è cosa da te che li incoroni con rosmarino e delicato mirto mettere alla prova i piccoli dei con una grande strage di pecore. Se tocchi con mano innocente l’altare, nessuna sontuosa offerta piega i Penati ostili più dolcemente del buon grano e del sale saltellante.

QUINTO ORAZIO FLACCO     (Odi 3,23)

Viola

Ti vorrei regalare un vestito,
un vestito viola leggero, aderente
sbracciato e scollato,  così
che  si possa immaginare tutto.
Vorrei portarti in giro,
come se tu fossi la mia preda,
tu dentro quel vestito viola
per rotolarti dentro il miele
per sciropparmi poi
ogni dolcissimo pezzo di te
amarti sino a che le labbra
mi faranno male.
Afferrare i tuoi fianchi
magici fianchi
capaci di fare un incantesimo
a un uomo, senza mai
essere schiavi.
Penetrare nel tuo mistero
con la mia spada lucente
e udire parole mai udite
E mentre ti sciogli languidamente
mi sproni  all’agone amoroso,
moltiplicando il nostro
eccelso piacere.

Marcello Plavier

Published in: on novembre 11, 2010 at 07:03  Comments (7)  
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Rispetto

Infranto quel monolitico muro
sarai con noi non più smarrito
in ospitale apertura di pensiero
potrai stimare il prossimo tuo.

Non includerti in spessori
che respingono il filantropo
ascolta se nulla hai da dire
parla se qualcuno t’ascolta.

Daniela Procida

Published in: on novembre 11, 2010 at 07:01  Comments (4)  
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