Una rossa rosa bianca

Il nostro amico Sandro Orlandi fa sul serio!  E’  uscito da pochissimo il suo terzo libro, il secondo di narrativa, e si tratta di un romanzo giallo! Proprio così, un vero e proprio “thriller”, che a giudicare dalla presentazione in quarta di copertina promette davvero emozioni e colpi di scena… Nel fare all’autore i complimenti a nome di tutto il Cantiere per la sua prolifica e poliedrica attività editoriale (ricordo per chi non lo sapesse che Sandro è anche musicista di valore) lascio a voi la curiosità di addentrarvi nella trama del romanzo e il gusto di scoprire…l’assassino!

 

Titolo: Una rossa rosa bianca
Autore: Sandro Orlandi
Editore: Robin
Collana: I libri da scoprire
ISBN: 8873716415
ISBN-13: 9788873716419
Data pubbl.: novembre 2010

Dalla quarta di copertina:

Alessandro coltiva rose nella sua serra, soffre d’asma e ha un solo vero amico. Padre Sinisi è un prete anziano con molti scheletri nell’armadio che bussano per uscire. Monica, non vedente, lavora in una profumeria, ed è dolce e bella. Ulisse è un ragazzone poco sveglio che si trova sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato e Vincenzo un investigatore di poca classe ma di molto intuito che ama abbuffarsi della pasta del giorno prima. Le loro vita s’incrociano e rimbalzano in una ragnatela di collegamenti che portano verso il suo centro, dove il ragno silenzioso è appostato e aspetta la sua prossima preda. Uno spietato serial killer torna a colpire dopo nove lunghi anni e le sue vittime sono donne, uccise nei modi più brutali. Intorno a questo spaventoso caso ruotano le vite dei nostri protagonisti…

Il Cantiere

Published in: on novembre 18, 2010 at 18:10  Comments (5)  
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Piccola anima

( A piedi Nudi )

Gli avevo tolto le scarpe
per farla correre ancora.

sul cuore sola
poi sui cocci rotti
ha camminato

Ora piange e singhiozza
in cerca di qualcuno

per farsi dare
un bacio
che poi passa

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 18, 2010 at 07:38  Comments (5)  
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Una ragazza

A GIRL

The tree has entered my hands,
the sap has ascended my arms,
the tree has grown in my breast – downward,
the branches grow out of me, like arms.

Tree you are, moss you are,
you are violets with wind above them.
A child – so high – you are,
and all this is folly to the world.

§

L’albero m’è penetrato nelle mani,
La sua linfa m’è ascesa nelle braccia,
L’albero m’è cresciuto nel seno –
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento –
Creatura – alta tanto – tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.

EZRA POUND

Published in: on novembre 18, 2010 at 07:25  Comments (4)  
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Ai 150 anni d’Italia di valori perduti


Se  tu  libero  sei,   dammi  un  consiglio:
sembra  normale  che  tuo figlio
debba  emigrare  in cerca  di  lavoro?
Pusillanimi,   inutili,   fino  a  quando
non  si  spezzerà  quel  giunco
che  si  adatta  ai  valori  dello stato:
mafia  sconfitta  . . . utopìa  clericale:  è anche lì
e in  umani  corrotti di “politica” a partire dall’alto.
E  la  vita  trascorre . . . indicando  pian  piano
chi  ti  prende la  mano o il portafoglio
e alla corsa non scende:
e  si  sente  opportuno,  ché si  rivaluta  sempre;
all’ITALIA  d’invana promessa non  importa
più  niente:   si  vorrebbe  ritrovare  virtù,
ritrovare  l’Onore dei Nostri Valori  Smarriti.

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 18, 2010 at 07:22  Comments (17)  
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Il tuo sorriso

Il tuo sorriso! Solo nel viaggio
Tra i nostri passi paralleli, che ora
Nell’Illusione della prospettiva
Si incontrano – solo ora la gioia!

Ebbene, lui – che distorce i lineamenti e comprime le tue scure sfere
Lui riesce a trapassarmi – come l’albero d’Inverno:
I rami secchi – come aghi sembrano infilzarsi
Nel cielo azzurro – pallido puntaspilli, come il mio pallido corpo
Ed anche la mia ombra riesce a vedere il tuo spoglio stupore!

Nicole Marchesin

Sguscia canzone d’amore


Non ho toccato
la
porta ma
lei si
è aperta
piano piano
sgusciando
dai cardini
e poi la strada
e
sulla strada la gente
facce di
croce
e sorrisi di falce
ché siamo un
po’ tutti uguali
di fronte al
dolore
che è fuori legge e colpisce
alle
spalle sempre
quasi le
scuote
come foglie appese
quando t’aspetti
tregua
mentre rovisti
bulloni
o scavi pozzi
quando friggi  i porri
o l’ortica
mentre canti
d’amore
o rabberci stracci
e sotto un cielo
bucato di stelle
che potrebbe essere
anche mio
riprendo il ritmo
della mia antica corsa
ossa delle mie ossa
mi pompo sangue dal cuore
veloce e giovane ancora nelle vene
perchè ci
son giorni di gelo
e giorni buoni di neve
che mi fabbrico ricordi
con
le mie stesse mani
e allora si allontana
ogni piccolo dolore
anche per
poco
riesco a tirar fiato
dentro una canzone
d’amore

Tinti e Maria