Ai 150 anni d’Italia di valori perduti


Se  tu  libero  sei,   dammi  un  consiglio:
sembra  normale  che  tuo figlio
debba  emigrare  in cerca  di  lavoro?
Pusillanimi,   inutili,   fino  a  quando
non  si  spezzerà  quel  giunco
che  si  adatta  ai  valori  dello stato:
mafia  sconfitta  . . . utopìa  clericale:  è anche lì
e in  umani  corrotti di “politica” a partire dall’alto.
E  la  vita  trascorre . . . indicando  pian  piano
chi  ti  prende la  mano o il portafoglio
e alla corsa non scende:
e  si  sente  opportuno,  ché si  rivaluta  sempre;
all’ITALIA  d’invana promessa non  importa
più  niente:   si  vorrebbe  ritrovare  virtù,
ritrovare  l’Onore dei Nostri Valori  Smarriti.

Paolo Santangelo

Published in: on novembre 18, 2010 at 07:22  Comments (17)  
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17 commentiLascia un commento

  1. Caro Paolo,
    è una domanda (anzi tante) a cui non si danno risposte , e sai perchè ? Perchè loro se ne fregano dei problemi della gente comune e dei figli (i nostri) e pensano solo ad arraffare (fatto salvo qualcuno, forse) per il tempo che sono li. Sono arroganti , ignoranti ma di più in mala fede . Alla fine c’e li meritiamo perchè siamo un popolo di ” approssimativi ” e ” clienti ” dell’uno o dell’altro schieramento.
    Evviva l’Italia e gli Italiani
    Un caro saluto , Ciro

    • Caro Ciro.

      Ti ringrazio per il commento. Purtroppo la maggior parte tra noi è fatta così.
      A noi non rimane che piangere e poetare.
      Tuttavia non dovremmo generalizzare, ma ormai in questo carico di promesse, mai mantenute, da tutti gli schieramenti..
      La pensione i parlamentari la prendono dopo una sola legislatura. cfr “Cicciolina” ed altri/e. Se non vengono rieletti la loro professione è la politica, che è una gara a chi prende dippiù – sia della maggioranza che della minoranza. Oltre alle collusioni con i giunchi, vige il nepotismo più sfrenato.
      Non parliamo della loro dolcevita privata che per motivi di privacy a me non interessa e che c’è sempre stata sin dall’inizio dell’ Unità d’Italia.
      cfr. Prezzolini “Codice della vita Italiana” Ed. “La Voce” – 1921 – e allora erano ancora ROSE E FIORI, CONFRONTO AD OGGI.
      Comunque ne risponderanno, com’è certo che vivo, lassù, pardon, laggiù.

      Con affetto,
      Paolo.

  2. Concordo con Ciro,caro Paolo :la tua invettiva porta solo a renderci sempre più consapevoli che il potere pensa ad accumularne altro in ogni modo senza alcuna lungimiranza ,senza neanche porsi il probleme di figli e nipoti ,senza guardare questa terra che trema e soffre….Grazie sempre.Tinti

    • Grazie, cara Tinti

      volevo spiegare meglio che cosa è il giunco
      che si adatta ai valori dello stato:
      in pratica rappresenta la mafia, che come il giunco
      si piega ma, difficilmente si spezza.

      Paolo.

      • P.S. Ed è per questo motivo che dobbiamo combattere ed essere forti.

  3. Sì cari amici lo spettacolo del nostro “caro governo” è vergognoso e indecoroso, chi è al potere e ha troppo di tutto difficilmente pensa alla povera gente, specie a chi ha la pancia vuota…ma sta sempre a noi scegliere e continuare a credere e a lottare. In fondo ci meritiamo questo “ignobile teatrino” perchè continuiamo ad applaudire e a fregarcene, ma ogni tanto “i miracoli” accadono ed io continuo a “vedere” un Paese capace di svegliarsi, capace di smascherare i “luridi potenti e malfattori legalizzati”, sono utopista, sono idealista…ma sento che qualcosa sta cambiando, sento dei leggeri scricchiolii e spero ardentemente in un clamoroso e benefico “tonfo”. Sapete carissimi prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e sinceramente non vorrei essere nei panni di “costoro”. Nonostante tutto io preferisco sempre stare dall’altra parte, a mente e cuore libero, e godermi il vento rigenerante della libera e sana coscienza. Riappropriamoci della nostra bella Italia, riappropriamoci “dell’Onore dei Nostri Valori Smarriti”, credo che sia l’unica strada per poter avere un futuro. Grazie Paolo carissimo per la tua sentita Poesia e per l’approfondita riflessione. Un abbraccio di cuore a te e agli altri cari amici.
    Roberta

    • Questa persona, Prof. Enrico Santangelo, PhD,
      è mio figlio, senza Cattedra (primo tra gli esclusi) ha ricevuto ieri 17 Gennaio 2010, per telefono una richiesta. Supplenza alla Scuola Media Statale “Martiri di Cefalonia” di Torino,
      dalla Segreteria, per 10 (dieci) giorni.
      Si dirà “che fortuna”; ma la professionalità e l’ética di mio figlio, docente universitario, non gli ha permesso, con rincrescimento, di accettare: che cosa avrebbe potuto insegnare a quei bambini in pochi giorni? Sarebbe potuto bastare un bidello o altro personale della scuola o chiudere la classe.
      Così i tagli sulla scuola pubblica avrebbero funzionato.
      Ho telefonato ad una segretaria di quella scuola e alle mie argomentazioni mi ha dato ragione.
      Comunque per € 500,00 lordi un professore, single, maturo, ospite saltuario delle Suore della mensa del Cottolengo di Torino, aveva accettato.

      • P.S. scusami, cara Robertina, nella foga dello scrivere, mi sono dimenticato di ringraziarti.

        Con affetto,
        Paolo.

  4. Condivido tutto. Grazie
    Graziella

    • Cara Graziella.

      Ti ringrazio per la tua considerazione e preziosa presenza. A differenza di coloro non presenti che evidentemente non condividono.

      Con affetto,
      Paolo.

  5. Il dottorato: questo sconosciuto. O per lo meno sconosciuto ai “non addetti ai lavori”, perché di dottorandi invece è piena l’Università italiana.

    A Gennaio 2011 si celebreranno i 30 anni dell’istituzione di questo particolare percorso accademico, il quale all’estero, dove viene definito “PhD“, è il primo passo di una carriera accademica normale, e i dottorandi sono trattati come dei ricercatori junior… All’estero, non in Italia.
    Nel nostro paese al termine dei tre anni di dottorato, con un buon 80% di possibilità l’appena celebrato “dottore in ricerca” entrerà a far parte del precariato. Il ruolo di professore, o di una qualsiasi posizione accademica, sarà possibile per una minoranza, 1 neo-dottore su 5 (cioé, vale a dire il 20% dei dottori in ricerca).

    Ciononostante, 40.000 studenti hanno deciso di intraprendere i tre anni di dottorato (con circa 13.000 nuovi iscritti all’anno).
    L’ultimo provvedimento ministeriale per questa categoria accademica è del giugno 2008, quando il ministro Mariastella Gelmini firmò l’aumento della borsa di dottorato da 800 euro a 1.000 euro mensili. Tali borse però, per legge, non possono essere destinate a tutti i dottorandi, ma solo al 50% di essi. Questo il motivo per cui l’esame di ammissione al corso di dottorato termina con una graduatoria che stabilisce quali dei partecipanti sono ammessi al triennio e, tra questi, quali possono ricevere la borsa di studio. Gli altri, i “dottorandi senza borsa“, svolgono lo stesso lavoro di quelli con borsa, ma non solo non vengono retribuiti, bensì pagano l’università con tanto di iscrizione e tasse universitarie, esattamente come normali studenti.

    Fernando D’Aniello, segretario nazionale dell’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani (ADI), fa una panoramica della deprimente situazione italiana sui diritti dei dottorandi:

    “Il bilancio non può che essere negativo, per due ragioni: una strutturale, perché l’Italia è

    un paese che ha sempre investito poco nella ricerca e mancano sbocchi lavorativi adeguati; l’altra contingente, legata alla valorizzazione del titolo, visto che non riceviamo risposte concrete dalla politica. Sono anni che il ministro Gelmini annuncia di voler colpire i baroni e promuovere la meritocrazia negli atenei ma all’orizzonte non si vedono provvedimenti in tal senso”.

    L’ovvia conclusione è che chi termina (a 29 anni suonati, ma anche di più) il dottorato, difficilmente potrà aspirare ad una posizione in qualche impresa o compagnia, non essendo più “giovane mente da forgiare per l’azienda”. E ancor più difficilmente potrà aspettarsi di proseguire con la carriera accademica.
    La soluzione, per molte persone, è quella di emigrare. I più furbi lo fanno scegliendo di svolgere direttamente il dottorato all’estero. Quelli che non affrontano il problema per tempo, lasceranno l’Italia solo al termine del dottorato, cercando ospitalità in ambienti internazionali e sicuramente una migliore valorizzazione del proprio lavoro intellettuale. Offrendo al resto del mondo buone idee, preparazione e lavoro; di cui la patria ciecamente si priva, salvo poi lamentarsi perché i migliori cervelli italiani fuggono all’estero e regalano il merito delle ricerche ad università ed istituti stranieri.

    Fonte: la Repubblica / Foto: cervelliinfuga.it

  6. Salve. Mi sono imbattuto in questo sito, informandomi sul pensiero altrui riguardo i “valori perduti” per una rappresentazione che stiamo organizzando con i miei amici scout.
    Assomigliate tanto a un tizio che arriva in una città in cui tutti gli orologgi e campanili segnano orari diversi dal suo.. avevo già da tempo notato che qualche rotellina si era sdentata, ma ero distratto da altro. Mi sono da poco avvicinato alla politica (16 anni), intesa come la ricerca di un opinione propria su ciò che mi gira intorno, e non riuscivo a trovare le parole per esprime questo disastro di comunità. Più simile a una bomba a orologeria che a un orologio da polso. è stato illuminante questo incontro, grazie!
    Il mio augurio è che la vostra sapienza non si fermi in questo convivio, ma che possa aprire gli occhi a tanti che, anche consapevoli, vivono passivamente. Io farò la mia parte e si parlerà di voi alla nostra rappresentazione!

  7. ùù

    • Sull’Espresso di qualche settimana fa, un articoletto spiega che, recentemente, il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’

  8. Caro ZERO,
    (in”politica”corrotta vigente, assoluto).

    M’imbatto in questo vecchio commento e Ti aggiorno.

    Un punto psicopatologicamente rilevante del discorso che il presidente della Libia ha pronunciato il 2 Marzo u.s.

    http://english.aljazeera.net/news/africa/2011/03/201132113120236750.html
    ricorda, mutatis mutandis, alcuni temi e alcuni toni dei discorsi del presidente del consiglio italiano…

    Spunto per riflettere e meditare (e poi agire), il confronto, ad esempio, con

    o con


    Si tratta di videomessaggi del nostro presidente, raccolti sul sito:
    http://www.promotoridellaliberta.it/index.php/archivio

    Notate, per favore, la stessa sindrome da accerchiamento (il complotto di cospiratori esterni o di cattivi maestri interni, i “comunisti” di Berlusconi), lo stesso senso distorto della democrazia, tipico di tutti i dittatori del presente e del passato (“sono investito del potere dal popolo, ma non sono responsabile delle mie azioni: lo è il popolo!”; il che significa che non ammetto il dissenso da parte del popolo… perché non posso essere in dissenso con me stesso!), lo stesso negare le evidenze cercando di difendere l’indifendibile, la stessa megalomania, la stessa autocelebrazione…

    Attento C.N.E.F.
    Paolo.

    • P.S.

      C.N.E.F. vuol dire “Ca Nisciuno E’Fesso”.

  9. Nonostante tutto, l’ITALIA è la nostra Patria,
    VIVA L’ITALIA.
    MORTE A CHI LA ROVINA!

    Paolo Santangelo.


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