Stupri

Oggi è il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La nostra Aurelia ci manda una sua bella e forte riflessione con cui ci invita a fermarci e a pensare a quanto c’è ancora da fare in questo nostro tempo per garantire il diritto di ogni donna alla sicurezza, alla dignità ed alla libera espressione delle proprie scelte, anche in campo sessuale. La ringraziamo per le sue parole.


Donne camminano sole
nei giorni della cipria
insaponano il viso
si spolverano
con il sorriso
batuffoli di talco
ai lembi rimasti
trasuda la pelle
stille, parole di fuoco
violenze
strisciano ancora come serpenti
soffocate nella bidonville
le ferite si esercitano all’accesso
manomesse indigene
sedimenti insidiosi le governano
sui quattro angoli cardinali del sesso regresso
cavi d’acciaio esplosivi
le chiusero al morso
di genitali scaduti
stolte paludi da bonificare
succhiavano nella sabbia
i loro chiari pensieri, le imbrattavano
con pennelli neri
i predoni del male dal sangue infetto
come allora le perseguitano…

Aurelia Tieghi

La sera fiesolana

Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscio che fan le foglie
del gelso ne la man di chi le coglie
silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
su l’alta scala che s’annera
contro il fusto che s’inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la Luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
ove il nostro sogno si giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.
Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l’acqua del cielo!
Dolci le mie parole ne la sera
ti sien come la pioggia che bruiva
trepida e fuggitiva,
commiato lacrimoso de la primavera,
su i gelsi e su gli olmi e su le viti
e su i pini dai novelli rosei diti
che giocano con l’aura che si perde,
e sul grano che non è biondo ancora
e non è verde,
e sul fieno che già patì la falce
e trasloca,
e su gli olivi, su i fratelli olivi
che fan di santità pallidi i clivi
e sorridenti.
Laudata sii per le tue vesti aulenti,
o Sera, e pel cinto che ti cinge come il salce
il fien che odora!
Io ti dirò verso quali reami
d’amor ci chiami il fiume, le cui fonti
eterne a l’ombra de gli antichi rami
parlano nel mistero sacro dei monti;
e ti dirò per qual segreto
le colline su i limpidi orizzonti
s’incurvino come labbra che un divieto
chiuda, e perché la volontà di dire
le faccia belle
oltre ogni uman desire
e nel silenzio lor sempre novelle
consolatrici, sì che pare
che ogni sera l’anima le possa amare
d’amore più forte.
Laudata sii per la tua pura morte,
o Sera, e per l’attesa che in te fa palpitare
le prime stelle!

GABRIELE D’ANNUNZIO

La verità non può morire

Solo, con le sue verità scritte perché
gli uomini sappiano in che mondo
stanno morendo, lentamente uccisi
da veleni incontrollati.
Tumulati nel cemento che come
fredda lava li avvolge
non hanno del pericolo sentore
alcuno.
Solo, tra la colpevole indifferenza,
vive senza di vita certezza
e con gli occhi scruta i volti di chi
della morte la tragica maschera
potrebbe calare.
Strade bagnate che non odorano di pioggia,
ma di sangue che mai si raggruma,
mai si cancella perché nuovo sangue
ad esso si aggiunge.
Percorse da anime nere alle quali
vi inchinate deferenti e pavidi.
Semmai il fato triste avrà l’osceno
trionfo, sarete silenziosi carnefici.
Non rallegratevi della vostra
atavica, radicata schiavitù.
Agli antichi padroni dei vostri corpi,
di nuovi ne avete,
delle vostre anime pavide e imbelli
signori assoluti.
Tornate ad esser emuli di chi
a suo tempo al tallone straniero
si sottrasse.
Tornate ad esser persone tra le genti,
orgogliosi di guardare i vostri figli
negli occhi.
Fate che la vostra terra sia degli uomini,
non delle bestie.

Claudio Pompi

a Roberto Saviano che non deve morire

Novo Millennium


Da un aereoplano
ho  visto
il  nostro  cielo.
Da  sotto,  di  sopra,
ho  fotografato  pecorelle
di  nuvole  indistinte
per  supremazia  di  venti.
E  ancor  più   in  alto,   oltre  le  nubi,
il  Sole.
Piccola stella nana
su  terrestre  evento. Poca  cosa
su  tutte  le  coscienze.
Tutti  del  globo  nostro
ed  altri  mondi
siamo  attimo  eterno  d’Universo.
Ora,  nell’anno
2000
la mente mia è un deserto al tramonto,
neuroni,  cellule, ammasso
d’ignoranza parte.
Forse capisco solo
ancòra,  perché le stelle possano finire,
mortali,  come noi.
Una domanda ha sempre una risposta,
capir però bisogna
quella giusta.

Paolo Santangelo

La differenza

“C’è una grande differenza tra il non volere e il non saper peccare”

LUCIO ANNEO SENECA

Published in: on novembre 25, 2010 at 07:14  Comments (2)  
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Ma quando

guardi e non vedi
sonnecchi di parole
smangiucchi sentimenti
lesini emozioni
copri di talco
il vento tra le mani
plachi di cibo
vuoto dentro
compri Cardin
e ti pare Dio
lavi lo sporco
con rivoli di assegni
spargi sorrisi
da bocca incatramata
spalanchi braccia
per chiuderle
a cerniera
attorno a te
predichi polvere
e raccogli
senza sudore
allora
forse
non riesci
a scrivere
poesia
forse…

Tinti Baldini

Preludio d’amore


Fluido di seta…tra le dita,
la folta, corvina chioma,
e, sinceri…
magnetici gli occhi.
Profumato manto…la pelle,
e, sinuosa…
conturbante figura
Petali …le labbra carnose,
e , bocciuolo…la bocca, invitante,
che prelude l’amore, quale antro
e…
sigilla dei sensi… l’esultanza

Ciro Germano

Published in: on novembre 25, 2010 at 07:01  Comments (6)  
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