Bianche nuvole

WEISSE WOLKEN

O Schau, sie schweben wieder
Wie leise Melodien
Vergessener scheoner Lieder
Am blauen Himmel hin!

Kein Herz kann sie verstehen,
Dem nicht auf langer Farht
Ein wissen von allem wehen
Und Freuden des Wanderns ward.

Ich liebe die Weissen Losen
Wie Sonne , Meer und Wind,
Weil sie der Heimatlosen
Schwestern und Engel sind.

§

O guarda, si librano di nuovo
come sommesse melodie
di belle dimenticate canzoni
verso il cielo blu!
Nessun cuore le può capire
al quale durante un lungo viaggio
non si è aperto il sapere
di tutte le pene e gioie del cammino.
Le amo così bianche e sciolte
come il sole, il mare, il vento,
perché sono sorelle ed angeli
di quelli senza casa e patria.

HERMANN HESSE

Amore e grano


Vèstiti nei miei occhi
di questi colori d’autunno,
làsciati circondare
da questo vento ancora caldo,
làsciati andare alla danza
al ritmo che ti senti ancora nel cuore,
come il dolore sai,
anche l’allegria poi passa.
Sèntiti come me
amore e grano
pènsati poi figlio e pane
sole al mondo
ma con le radici piantate
nella stessa terra
che è un altrove
che noi sappiamo bene
immaginare.

Maria Attanasio

Published in: on novembre 26, 2010 at 07:29  Comments (7)  
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Viaggio in Cina: mistero?


VIÂZ IN CÉINA: MISTÊRI?
Ed fîl tirè al insó
såura ucèl
däl 16.50
ch’i nascånden al mistêri
ed sfisûr ed mandla
capiròja mâi l’idéa?
Pêrel dstaisi
stra ómmdi muntagnôl
ch’i trapâsen
un triàngol vardulén
e galón bâs såura i zingétt
dal dîs…
Mo risè
in st mänter che stra rîs
dla basåura tropichèl
scadnazànd la nòt la corr
e mé a la vadd
i interånpen al viâz:
farewell!

§

Di fili alzati
sopra occhiali
delle 16.50
ricoprenti il mistero
di fessure di mandorla
capirò mai l’idea?
Perle distese
fra umide montagnole
emergenti
da verdegaio triangolo
e anche su cinghietti
delle dieci…
Ma risa
mentre fra risi
d’imbrunire tropicale
sferragliando la notte sale
e io la vedo
troncano il viaggio:

farewell!

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 26, 2010 at 07:24  Comments (5)  
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Dolce amaro

Spezzarono  le mie   ali
Soffocarono le mie idee
Uccisero le mie speranze
Calpestarono le mie illusioni
Troncarono il mio sogno
Lacerarono le mie carni e
la mia anima ne fu straziata.
Tutto fu sepolto nell’oblio.
Nessun giudice mai,
né uomo
punterà dito
su inesistenti  prove,
su sommessi  silenzi.
Se mai ombra
raggiunse il mio sguardo
spalancò forre
inesplorate e cupe.
Se mai lampo
raggiunse il mio cuore
squarciò veli
diafani e tetri.
Se mai raggio
osò sfiorarmi
temette aridità
su sterili gesti.
E’ ciò che rimane,
è ciò che sento,
è ciò che provo.
La memoria annulla
estreme  gioie
ricompone i puzzle del percorso,
ignara chiede  conto alle   ferite…

Michela Tarquini

…Effetto notte

Nel silenzio
evapora
l’intensità
dell’inquietudine

Cresce
– arrogante sensazione –
l’angoscia

Mi nasconderò
sotto il cappotto
insieme
a me stesso

Silvano Conti

Published in: on novembre 26, 2010 at 06:51  Comments (5)  
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