Potpourri di novembre


Domenica di novembre
come foglia appassita
lenta si accartoccia
scricchiolando lamentosa
al calor di un camino.
Vapori di nebbie
a sfumare le ore
tra frullii di foglie
ormai perse nel vento.
Odore di terra e castagne
caldo aroma cioccolata
in tazze fumanti a scaldar
mani e sorrisi
ricordando stagioni
sbriciolando ricordi
in potpourri di emozioni.

astrofelia franca donà

Io ti ringrazio

Ti ringrazio
con l’abbandono
del pugno,
con l’armonia
di un gesto.
Con la Luna mia
più chiara,
col silenzio
dell’orgoglio.
Ti ringrazio,
riflesso lindo
dove l’occhio
mio si coglie,
dove poggio
questi giorni
zoppicanti,
e vivo
il respiro
che rifiata,
i miei mille
mulinelli.
Ti ringrazio
per la bisaccia
mai colma
per la pace
dell’udito,
per gli sguardi
a mani aperte
io ti ringrazio,
silente grillo
dal verso
amato.

Flavio Zago

a Cri

Viaggio di notte


Attratto lo sguardo,
dove righe di luci vanno all’orizzonte
frecce bianche indicano la meta
percorrendo  paralleli ai paraurti
tunnel luminosi si accendono di bagliori
come il sole al mattino

strade interrotte
deviazioni in continuo
danno il senso di un labirinto
e continua il viaggio
in  queste strade illuminate
lampeggiando di giallo oro
merlettano il battistrada
e il bianco corallo segna per terra  la strada
come la mappa il tesoro
una  grande galassia
con pianeti e comete  illuminati tra loro
e un viaggio di notte
percorso sull’autostrada

Rosy Giglio

L’ipotesi dei tuoi versi

Dei tuoi lacci
son l’inutile preda !

Il tuo tempo
è un
violino villano
di chi ha
ancora speranza

sei tu
che ancora
……….
mi sfiori le corde
con note dolenti

dei tuoi …se
rabbiosa m’imperlo
di pensieri la fronte

alla mia cruna
mantieni il tuo spirito
ma…
è un filo ribelle
per me
che tramo la notte

confesso che….

su di una torre rimango
a mirar del tuo mare

malgrado

il tuo ego
dipinga il silenzio
per un altro
tuo

Assolo

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 27, 2010 at 07:16  Comments (3)  
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Ragazzo mio

Ragazzo mio
non vivere su questa terra
come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda: in questo mondo
devi vivere saldo,
vivere come nella casa paterna.

Credi al grano, alla terra, al mare;
ma prima di tutto all’uomo.
Ama la nuvola,  il libro,  la macchina,
ma prima di tutto l’uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto il dolore dell’uomo.

Godi di tutti i beni terrestri,
del sole, della pioggia e della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell’uomo.

NAZIM HIKMET