Se…

Se si camminasse con la testa all’ingiù
per far sì che la testa serva a qualcosa.
Se in fondo alla via ci fosse un’uscita.
Se al confine del mare ci fosse un cancello.
Se quello che appare fosse vero.
Se le favole tornassero indietro.
Se tutti sedessero a terra
a riscrivere le regole del gioco.
Se tutto ciò non bastasse.
Se la bestia urlasse ancora nella grotta.
Se l’eremita si accorgesse di esistere.
Se unissimo tutti insieme gli sforzi.
Se fosse bello guardarsi intorno.
Se …fosse abolito il concetto del se.

Lorenzo Poggi

Published in: on dicembre 16, 2010 at 07:37  Comments (5)  
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Ode al giorno felice

ODA AL DIA FELIZ

Esta vez dejadme
ser feliz,
nada ha pasado a nadie,
no estoy en parte alguna,
sucede solamente
que soy feliz
por los cuatro costados
del corazón, andando,
durmiendo o escribiendo.
Qué voy a hacerle, soy
feliz.
Soy más innumerable
que el pasto
en las praderas,
siento la piel como un árbol rugoso
y el agua abajo,
los pájaros arriba,
el mar como un anillo
en mi cintura,
hecha de pan y piedra la tierra
el aire canta como una guitarra.
Tú a mi lado en la arena
eres arena,
tú cantas y eres canto,
el mundo
es hoy mi alma,
canto y arena,
el mundo
es hoy tu boca,
dejadme
en tu boca y en la arena
ser feliz,
ser feliz porque si, porque respiro
y porque tú respiras,
ser feliz porque toco
tu rodilla
y es como si tocara
la piel azul del cielo
y su frescura.
Hoy dejadme
a mí solo
ser feliz,
con todos o sin todos,
ser feliz
con el pasto
y la arena,
ser feliz
con el aire y la tierra,
ser feliz,
contigo, con tu boca,
ser feliz.

§

Questa volta lasciate
che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo
che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.
Che posso farci, sono
felice.
Sono più sterminato
dell’erba
nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto,
gli uccelli in cima,
il mare come un anello
intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia,
sei sabbia,
tu canti e sei canto,
il mondo
è oggi la mia anima
canto e sabbia,
il mondo
oggi è la tua bocca,
lasciatemi
sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì, perché respiro
e perché respiri,
essere felice perché tocco
il tuo ginocchio
ed è come se toccassi
la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate
che sia felice,
io e basta,
con o senza tutti,
essere felice
con l’erba
e la sabbia
essere felice
con l’aria e la terra,
essere felice
con te, con la tua bocca,
essere felice.

PABLO NERUDA

Nel tuo antro

Gocciolerò
dal tuo stalattitico orgoglio
e ti farà male ogni stilla di me
che avrai sciupato,
lasciato cadere
da quelle tue labbra
impazienti d’avermi, troppo,
per ammettere un sì.
Indurirò
l’ultima tua speranza
che avrai d’amare
e carbonato di calcio
pietroso come il rimpianto
alloggerò a gratis,
stalagmitica colonna io,
nel tuo cuore deserto.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 16, 2010 at 07:21  Comments (4)  
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Il pane dell’omertà

Pane che non ha sapore,
mangiato ad occhi bassi
a un desco muto.
Pane pagato con la dignità
difficile da guadagnare,
facile da spendere.
Pane impastato con le lacrime
di una madre, di una moglie,
donne che invano pace invocano,
piangendo.
Pregano una madonna
che le sue invano ha già versato.
Pane che odora di paura,
di colpevole silenzio.
Pane che sazia i ventri e affama
le coscienze.
Pane in cambio di un tacere
per non morire.

Claudio Pompi

Published in: on dicembre 16, 2010 at 07:11  Comments (6)  
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Inarrestabile l’acqua


Inarrestabile l’acqua
sgorga dall’intimo cavo
scarnifica la roccia
si dona in pioggia
cade in semplice goccia
e può infondere fresca gioia
o assurda malinconia.
Inarrestabile l’acqua
essenza di vita
fiume di memoria
placenta d’amore
cappello di poesia
da lasciarsi scorrere addosso
per tornare fanciulli
a schizzare mani innocenti
a sognare il mondo lindo
d’aquiloni e arcobaleni
che si è perso
strada facendo.

Roberta Bagnoli