Lumicino lontano vicino


L’umano andava. Il tacito sussurro
aumentava con il fragor del vento:
grande gigante al limite del piano
come fulmine piomba al cielo azzurro
la nube nera che passava lenta.

Quando la Luna fu tutta coperta
il piano restò al buio, e l’umano
tremava. Da lontano un lumicino
lontano vide, gli sorrise,  tornò
nel cuore la speranza, ridonando
forza nei piedi:  lacerati aveva
più d’una spina…

–  Ché ramingo vai?
Ti guida amore? Sei come un bambino,
hai tanta Fede. Che sussurra vai,
cammina, ancora, sono a te vicino.

Paolo Santangelo

Roby

Quanto mi manchi
quando la vita
ti chiude la porta

quanto mi manca
la tua allegria,
ti penso con me

e come allora
appoggio le mani
sul ventre,
veglio la notte

e aspetto il tuo volo
a pelo sull’acqua,
ci sei
finalmente
ci sei

Kinita

Published in: on dicembre 20, 2010 at 07:28  Comments (8)  
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Giuseppe il pianeta

Lo scolaro Giuseppe Moneta, di Gastone

in un momento di distrazione

è diventato un pianeta.

Circola intorno al sole a discreta velocità,

attento a non urtare

con la testa, coi piedi e con le mani

i pianeti più anziani.

Per oggi dunque a scuola non verrà.

La signora maestra è pregata di scusarlo,

i compagni di banco, di osservarlo.

Stanotte sarà visibile tra le costellazioni

perfettamente riconoscibile

per una macchia d’inchiostro

sui pantaloni.

GIANNI RODARI

La gioia

“Di lunga durata non c’è nulla al mondo, e anche la gioia, nell’istante che tien dietro al primo, non è già più tanto viva”

NIKOLAJ VASILEVIČ GOGOL

Published in: on dicembre 20, 2010 at 07:21  Comments (2)  
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Al Dio d’amore


Dio d’Amore non ti mancò
sangue né carne, ora
non dare più figli al mondo,
taci di notte ma di giorno grida
tutto il dolore
ché le piaghe son tante
e gli occhi appicccicosi, pieni di mosche
fa’ che non li debba più vedere
nessun uomo,
su un altro uomo.
Dio d’Amore
non ti mancarono guerre
né vite in dono, sacrificate
al tuo nome,
fa che non debba più vedere
corpi scheletrici in fila per un tozzo di pane,
o vite stroncate fatte a pezzi
e mai riconosciute,
fa’ che non debba vedere gente migrare
verso altri fuochi da chiamare case,
fa’ che questi occhi che si avviano verso la fine
di ogni umana comprensione,
non debbano più vedere
vite di donne feti o bambini
perdute e consumate,
fa’ che non debba più vergognarmi
dell’egoismo dell’uomo sull’uomo,
io così umana da morire
e voler ritornare alla polvere
come all’inizio di ogni storia,
feto femmina animale e uomo
a futura memoria.

Maria Attanasio

Tieni stretto il pensiero

Natale che affascina gli animi
regali, cori, vetrine spumeggianti.

La felicità avvilita
di chi ha poco da festeggiare
lutti di sentimenti
distacchi di figli
separazioni di affetti.

Il panettone abbellisce la tavola
senza le risa dei bambini
occhi tristi di chi ha solo ricordi
cuori di speranza
consapevolezza di un susseguirsi
di scale più o meno alte
da salire senza cadere.

L’amore illumina gli occhi
tutto risplende
l’aroma di caffè
gli acquisti, gli sguardi intensi
la candela accesa
osservi la luna, la neve sul viale.

Ascolta il cuore che ti avvolge
in una calda coperta di baci
con soffici carezze che ti cullano
tieni stretto il pensiero
che scalda e ti prende per mano.

Maristella Angeli