Luci di Natale

Quando, per ospitare la colomba,
la briciola di un fragrante panettone
si poserà sul mio freddo terrazzo,
di colpo si accenderà la grotta.
*
Quando a posarla sarà uno di noi,
premeditata nel flusso della festa
o fosse anche per una distrazione,
la stella brillerà anche per gli altri.
*
Buon Natale – diceva mia madre
già dalle prime luci del mattino
tra dolci frette e succulenti fritti
mentre incartavo scintille per la notte.
*
Buon Natale – io le rispondevo –
ma… non si dice quando è proprio l’ora?
L’attesa é attesa – lei mi replicava –
più é lunga e più sarà il Messia.

Aurelio Zucchi

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Natale

Malinconia
nel frastuono
in luci abbaglianti.
Vanno i pastori
con le greggi
e son carrelli
d’acciaio.
Cantano le casse
del supermercato
il bue
è in offerta
estinto l’asinello
il Bambin Gesù
l’hanno adottato
a distanza.

Graziella Cappelli

Il presepe visto da un passerotto


Quel ciuffetto, sulla via,
d’erba fredda, circondato
da mercanti e da bambini
si fa piccolo, piccino
il ciuffetto su quel bordo
della via che è casa sua
per non esser calpestato.
“Che succede, che succede” –
chiede il passero al ciuffetto –
“Non lo so, non mi son mosso
dalla zolla che è il mio tetto,
guarda tu, che puoi volare.”
Ed il passero s’inalza:
dietro il monte sta calando,
stanco ed affannato,  il Sole.
E poi vede, da lontano,
una stella con la coda…
Forse è un’aquila reale?
Scorge male?  No vicino
sta arrivando:  sta guidando
Magi, uomini e animali.
.
E’ una stella molto strana
e la chiamano “cometa.”
.
Gira ancora il passerotto,
presto deve ritornare
dal ciuffetto ch’è suo amico
raccontar ciò che ha veduto
raccontar ciò che ha sentito.
.
Vede un uomo con le ali,
come lui, ma luminoso
non uguale ad altri umani,
non uguale a zampognari,
né ai re Magi, né ai soldati,
né ai cattivi cacciatori,
che son tutti senza ali:
“Sono un angelo” gli dice
“sono un angelo di Dio,
per cantare la Sua gloria
ed a tutti i cieli interi.”
.
“Sai che è nato un bel Bambino,
proprio adesso.  Guarda, ammira,
guarda verso quella stalla.”
.
Ed il passero obbediente
vola presto più vicino
e chi vede? Un uom piccino,
biondo, roseo, ricciolino,
coccolato dalla Mamma.
.
Ma che freddo,  ma che freddo!
Non c’è fiamma a riscaldarlo
solo il Babbo, nella grotta
con un bue ed un asinello.
.
Il Bambino è il Re dei Re,
quel tugurio è la sua reggia,
perché uomini e animali
gli si inchinano davanti,
tutti quanti anche i re Magi
che gli portano gli omaggi.
Il visino è sorridente,
ride piano la Madonna
per la gioia, col marito
San Giuseppe, che l’aiuta
appoggiandosi al bastone
che fiorisce con ungiglio.
.
“Questi è il Figlio, già voluto
dalla Mente del Signore
ora è nato, per salvare
ogni uomo dal peccato…”
Ciciricìp!”: il passero
nel sentire ciò è felice
di non essere un umano.
Lui e gli altri del suo mondo,
pur con legge della giungla,
il “peccato originale”
non lo fecero:  son salvi.
.
E il ciuffetto d’erba in prato,
non ancora calpestato
da carretti o da calzari,
vede il passero calare
in picchiata sulla zolla
circondata dalla neve:
è successo ch’Egli è nato,
il Signore dei Profeti
di quel Tutto immaginato
da Colui che sempre è,
che ha creato Tutto il Più,
in attesa del riscatto
dalla morte e dal dolore:
ecco il Grande Salvatore
il Divin Bambin Gesù!

Paolo Santangelo

Verso Betlemme

Poi che ti vidi passare
sopra il mulo
coi finimenti duri tenuti saldi in mano,
scomparve l’allegrezza
dal volto tuo di donna
e la vergogna prese un colore sopravvento.

Tu mi scrivevi d’ombra di cedri
di cicale,
dei mille portamenti del lago
sposo al cielo.
Tu che adagiavi all’erba
con teneri ginocchi,
mi raccontavi il glicine tenuto tra i capelli
le scarpe di vernice calzate per le feste.

Volevi somigliare ad un sogno,
ed eri meglio.

Così sorrisi, ritto davanti
e dissi – ciao,
vorrei adorarti il petto
e tenerti dentro me, come il più bell’amore mai visto
poi, per là, guidarti come Santa Maria
col suo Gesù –

Massimo Botturi

Natale de guerra

Ammalappena che s’è fatto giorno

la prima luce è entrata ne la stalla

e er Bambinello s’è guardato intorno.

– Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?

Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

– Fijo, la legna è diventata rara

e costa troppo cara pè compralla…

– E l’asinello mio dov’è finito?

– Trasporta la mitraja

sur campo de battaja: è requisito.

– Er bove? – Pure quello…

fu mannato ar macello.

– Ma li Re Maggi arriveno? – E’ impossibbile

perchè nun c’è la stella che li guida;

la stella nun vò uscì: poco se fida

pè paura de quarche diriggibbile…-

Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno

tutti li campagnoli che l’antr’anno

portaveno la robba ne la grotta?

Nun c’è neppuro un sacco de polenta,

nemmanco una frocella de ricotta…

– Fijo, li campagnoli stanno in guerra,

tutti ar campo e combatteno. La mano

che seminava er grano

e che serviva pè vangà la tera

adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente…

Guarda, laggiù, li lampi

de li bombardamenti!

Li senti, Dio ce scampi,

li quattrocentoventi

che spaccheno li campi?-

Ner dì così la Madre der Signore

s’è stretta er Fijo ar core

e s’è asciugata l’occhi cò le fasce.

Una lagrima amara pè chi nasce,

una lagrima dorce pè chi more…

TRILUSSA