Boh!

Ma che dici
quella cacca l’ha fatta
il tuo gatto soriano
il mio è
educato
mangia tacchino e vongole
e fa le sue feci
là nell’angolo del
mio giardino
ma quell’oleandro striminzito
penzola volgarmente
sul mio
terrazzo
e porta vermi e malanni
Ma signora non si vergogna
suo figlio
la sera
canta e pure da tenore
e il Grande Fratello
è a quell’ora
cacchio si sposti no!
Con quelle mani
m’insozza la carrozzeria

E respirate la mia
stessa aria
avete sempre ragione
e cercate l’occasione
per farvi
piacere
tutti quelli che dovrebbero restare
al loro paese
e poi fate
beneficenza
come se foste davvero voi
del mondo la speranza
e vi vedo
che non andate in Chiesa
anche se dite
di pregare alla vostra maniera
e
pagate le tasse
disturbate sui tram
con la vostra tosse
e riempite le
pagine dei giornali
con lettere di protesta
mentre io vorrei leggere i
vostri necrologi
e mi fate ombra
siete vento che porta tempesta

E voi, pezzenti,
testimoni freddolosi
di sguardi disgustati
e cravatte ben zavorrate,
con le vostre pupille
verde semaforo
e le unghie lerce
dei miei avanzi,
siete degni
della Città di Dio.
Contrabbandate favelas
qui, sotto il naso
del mio salotto buono,
rovinandomi l’aroma
del meritato caffè,
magari raccolto
proprio dalle vostre
lorde mani nere.

Mandrie di nubi
vomitano dal cielo
acque inquinate con zolfi
e residui di smog
La terra tutta
ormai nel vuoto spazio
si sotterra vergognosa
della stupida umanità
Non riesco pensare
al cibo stamane
Cosa sarà farina
di sterco
oppure carne di ratto
Certo avere un cavallo alato
e raggiungere un mondo
lontano dall’uomo
terrestre sarebbe
fantastico

O forse la soluzione
a tutto questo
troiaio
è semplice
buttare nel cesso
le chiavi
di tutte le nostre case
nei tombini per strada
quelle delle nostre automobili
chissà che si ritrovi
un po’ di umanità

Tinti Baldini, Maria Attanasio, Flavio Zago,

Marcello Plavier, Kinita

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10 commentiLascia un commento

  1. Spettabile Cooperativa,
    ovvero Tinti Baldini, Maria Attanasio,
    Flavio Zago, Marcello Plavier, Kinita.

    Di questa poesia a venti mani ho capito questo e non me ne abbiate se posso avere capito male:
    “Ci piace molto la cacca, ma che sia di soriano: noi
    umani siamo tutti contenitori di cacca.
    Mangiamo gatti con tacchino e vongole, educata-mente.
    Ma nell’angolo del giardino l’oleandro striminzito
    pende sul mio sottostante terrazzo: dal suo attico signora, ecco da dove mi arrivano vermi e malanni.
    Poi, signora, non si vergogna che suo figlio alla
    sera, mentre ci beiamo del Grande Fratello, suo figlio ten’orinale canta e cacchio non si sposta.
    E’ già spostato ché con quelle mani insozza. E io pago, io pago…la stessa aria ch’è solo la mia.
    Ma voi avete sempre ragione: fate del bene ai lava vetri sembrando un mondo ricco di speranza.
    Tanto vi ho visto non andate in Chiesa: Bravi andrete in Para-diso, ma solo dopo avere pagato le tasse, e dopo avere tossito disturbando su tram e
    metro poli t’ana.
    Protestate su tutto, su Specchio dei Tempi, altri
    giornali: quindi soldi ne avete, avanzatene qualcuno affinché possa leggere i vostri necrologi, così non
    ci farete più ombra, sarete voi ombre nel vento che porterà tempesta. Voi negri lerci infreddoliti e le unghie lerce dei nostri avanzi, siete degni della Città di Dio, rovinandomi l’aroma del meritato caffè, magari raccolto proprio dalle vostre lorde mani nere.
    Contrabbandate favelas qui, sotto il naso del mio salotto buono (l’altro cattivo è a posto).
    Nubi in cumulinembi vomitano acque inquinate con zolfi e residui di smog. Avete ragione.
    Tutta la terra nel vuoto spazio si sotterra (chissà dove, non ho capito la terra che si sotterra) vergognosa della stupida umanità.
    Non riesco pensare al cibo stamane: Cosa sarà farina
    di sterco oppure carne di ratto?
    Certo cambiare pianeta con un cavallo alato lontano dall’umano sarebbe fantastico. Ma questo troiaio si risolve buttando nel cesso le chiavi di tutte le nostre case nei tombini con quelle delle nostre auto in modo di ritrovare un po’ di umanità.
    Poi non cambiamo più pianeta. Riposiamo in pace.”

    Qualche parolina, per non drammatizzare troppo l’ho cambiata io, umoristica-mente, scusatemi tutti.
    Io, sinceramente, le chiavi non le butto. E prendo
    le distanze da queste orride brutture. Che ìncubo!

    Tutto sommato avete fatto un gran bel lavoro.

    Un girotondo,
    Paolo.

  2. A tutti gli autori complimenti e tanti auguri di buone feste!
    Giuseppe

  3. Grazie Paolo ,ognuno dà la sua interpretazione letterale ,metaforica,differente ,divergente,può trovare i nostri versi di getto e di disagio anche poco furbi ma almeno…se ne parla.Inoltre l’esperienza di chiacchierare in versi via etere è esaltante,credetemi.Tinti

    • Grazie, Tinti.

      Infatti non ho dato nessuna mia “interpretazione letterale, metaforica, differente, divergente.”

      Ho solo commentato punto per punto ciò che è scritto con i vostri stessi termini. Senza esprimere alcun giudizio sulle parole sconce, e su una strofa “un pochino” razzista:

      “E voi, pezzenti,(…)rovinandomi l’aroma/del meritato caffè,/magari raccolto/proprio dalle vostre/lorde mani nere.”

      Ho aggiunto solo qualche parolina ai “versi” proprio per…esaltarmi, divertirmi e chiacchierare via etere. Credimi.

      Paolo.

      • caro paolo, non è frase razzista è frase contro il razzismo, mi pare che chi la ha scritta abbia voluto mettere in evidenza in quel modo la gente che non tollera,e poi si la terra si sotterra, rivoltandosi in se staessa in attesa d’un germogliare migliore.
        Ciao paolo auguri cari a te ed a tuo figlio
        Marcello

      • E’ difficile, impossibile scorgere il doppio senso.
        Paolo.

  4. Affresco greve e maleodorante ma estremamente veritiero d’una realtà che ci sta affogando.
    Monta la rabbia verso il prossimo. Aumenta la paura di perdere quello che si è conquistato rubando.
    Ma come avete fatto a scriverla tutti insieme?
    Lorenzo P.

  5. Solo passandoci una strofa e l’altro via…e l’altra …siamo in simbiosi.Tinti

  6. Complimenti cari amici siete tutti “strordinari” e intonati, bravi mi avete fatto riflettere. Un abbraccio di cuore.
    Roberta

  7. Personalmente l’ho trovata geniale: far sentire la propria voce contro il razzismo è essenziale, riuscire a farlo con ironia difficile perché è argomento comunque pesante.
    Complimenti sinceri a tutti,
    Foglia


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