Milano

Come uno stecco brinato è stato il viaggio.
Un duro risentire
di fiato ormai perduto.
Ma bella m’è sembrata Milano, sul finire.
Tolti i vestiti a festa, e le giovani bugie.
Ho visto su un laghetto formarsi un cielo bruno
la noia di chi pesca l’estate, ed ora impara
le sue distanze brevi e profonde.
Un’altra vita
di orti, e di infermiere attempate,
domicili, con pigne sulle porte
e le luminarie antiche.
Ho visto due parlare con solo una scialletta,
gettare bucce via da un balcone.
Fare i segni, all’ora che campane ci chiamano.
Milano. Anch’essa vecchierella e bambina
anch’essa molle.
Milano che ci muore la gente se fa freddo
che miete grano in Russia e lo scambia in Piazza Affari.
Milano che ha bandiere in soffitta
un poco umana.

Massimo Botturi

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3 commentiLascia un commento

  1. molto viva questa Milano che sa di vecchia attempata e piena d’acciacchi , annoiata e distratta , stanca di feste e di contraddizioni, gente ed umanità che vive e muore dal freddo . Ciao Franca (buon anno)

  2. E’ un bozzetto a chari e scuri sfumati in cui viene fuori una città che vorrebbe essere diversa…sei il meglio !Tinti

  3. Una Milano piena di contraddizioni, un po’ umana e indifferente che tu hai fotografato con gli occhi del poeta. Grazie caro Massimo, un abbraccio e Cari Auguri per un Sereno 2011.
    Roberta


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