Dolce certezza di chi nasce mai

Va’ a letto, è notte
d’ altri tempi
d’ altri tramonti
e, forse, di altri
mondi. Va’ a letto.

Non puoi dormire:
non vorresti che passi
il giorno, che trascorra questo
tempo di giornata
destinata a buttarsi
nella notte. Va’ a letto.

Vivere ancora?
Vuoi, ancora un poco?
Domani un altro giorno
in altro loco
vivrai ancora meglio,
al fuoco
del destino. Va’ a letto.

Il tuo vicino dentro
ti ascolta e ti conosce
già da sempre edòtto
del vivere e soffrire:
dolce sapor di nebbia,
speranze di un futuro,
passato perso. Di tua
coscienza
a causa mia è la colpa.
Va’ a letto, e dormi.

Con il senno del dopo,
scéma riconoscenza
pormi vorrai. Tuo
sogno è amore
eterno: un’ utopìa:
dolce speranza di chi nasce
lieto, dolce certezza
di chi nasce mai.

Va’ a letto, Paolo,
forse, dormirai.

Paolo Santangelo

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2 commentiLascia un commento

  1. C’é molto pessimismo e tristezza, la realtà é vista come il tempo che passa e l’amore soltanto un’utopia.
    “Tuo
    sogno è amore
    eterno: un’ utopìa:
    dolce speranza di chi nasce
    lieto, dolce certezza”
    di chi nasce mai. Ciao, grazie per i bei versi. Giuseppe

  2. Carissimo Giuseppe.

    E’ vero c’è molto pessimismo e tristezza in questa poesia, pertanto menomale che me l’hai commentata solo tu: perché l’hai capita.

    Non voglio dire che l’amore quello vero non esista,
    ma tanti, molti di noi nascono, vivono muoiono senza averlo mai conosciuto.

    E’ rara un’assonanza assoluta in una coppia.
    Tuttavia qualche coppia ha più fortuna di un’altra. E trova il vero amore che, il più delle volte scèma, con l’avanzar degli anni, trasformandosi in magnifico affetto.

    Nel mio caso ciò non è avvenuto e, anche a distanza del secondo anniversario della morte terrena di mia moglie (sposata in chiesa e Municipio), ricordo solo
    affetto, qualche litigata e solo affetto. Poi ci siamo portati a casa anche mia suocera sessantenne vedova che poverina avrebbe aiutato mia moglie e il bambino (è stata con noi per 34 anni).

    Per quanto possa aver provato, non ho ottenuto
    il mio sogno d’amore né terreno, né tantomeno eterno, quindi non posso che giudicarlo un’utopìa… e tanti sono i casi come il mio e con questo, senza andare assolutamente a cercare l’amore extraconiugale, né a pensare di separarmi.

    Forse l’amore vero è lungo come il viaggio di nozze.

    Per fortuna mi confido sempre con il mio vicino dentro, che mi ascolta e mi conosce, da sempre a conoscenza del vivere e soffrire (son sempre io).

    Non ti tedio più con le mie doglianze,
    con affetto,
    Paolo.


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