Al torrente

Riflessivo, paziente
attende,
il pescatore del ricordo.
Maestro di rivi,
bello di solitudine,
riemerge umide figure.

Sul ballatoio crepato
gerani spiumati e
il balletto spirato
di calzini bucati,
sciorinati in parata.

Giorni fanciulli
decantano miti
di riti di elfi,
nell’albero cavo
sulla tana del tempo.

Il potere assoluto
un caco verde
caduto, fra tanti
e scagliato
al nemico stregato

Verità smarrite,
cantilene sbiadite
in minuetti lontani,
confuse
nelle nebbie
dei rimpianti.

Ripone ora la canna,
il pescatore.
Ritorna.
Riveste il presente
per non perdersi,
come vorrebbe,
tra alluci al vento,
tra rami di pruni,
suoi dedali d’allora

Flavio Zago

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5 commentiLascia un commento

  1. E’ nenia che segue movimenti lenti d’acqua e di ricordi ,dolce e suadente.Chapeau ,Flavio!Tinti

  2. Si assapora la quiete, Rsy

  3. Pescando sulle rive del torrente tornano i ricordi dell’infanzia.
    “Giorni fanciulli
    decantano miti
    di riti di elfi,
    nell’albero cavo
    sulla tana del tempo.”
    Giuseppe

  4. Metafora intensa. fluida di ricordi, che scorre come l’acqua regalando fresche e vibranti emozioni. Grazie carissimo, un abbraccio.
    Roberta

  5. I ricordi scorrono come l’acqua ed è dolce immergersi in essi…
    Flavio, un carissimo saluto
    Michela


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