Madonna delle Grazie

(Ballata in do minore)

Dentro ognuno di noi
c’è un balcone fiorito,
spesso stiamo affacciati
ma senza aver capito
che ciò che vediamo sotto
non sempre è cosa vera
ciò che vediamo sotto
spesso è una chimera.

Con i piedi nella cera
con le piaghe ed i rimorsi
sfilan lente in processione
come anime perse,
quando finalmente guardo
meglio dentro i loro occhi,
vedo che…
hanno volti tutti uguali
vedo tanti me…

Ma è il coraggio di sfilare
sotto al mio balcone
che non ho,
che mi fa capire infine
che non sono io,
e l’altrui giudizio
le trafigge come una spada,
siate voi dannate ovunque
senza fine sia la strada.

Se potessi bagnarmi
nelle acque di un fiume
formato dalle lacrime
di chi è senza rancore,
e asciugarmi al vento
di un’estate infinita
di chi crede nell’amore
di chi crede nella vita.

E sei tu dolce Mirella
che cammini in mezzo a tante,
con un cero nella destra
e un foulard intorno al viso,
porti un cuore palpitante
di passioni e di rimorsi
e vedo che
hai tuo figlio nei tuoi occhi
ed è dolce il tuo sorriso.
Puoi guardare ancora il mondo
con gli occhi di un bambino
con lo sguardo di speranza
di un Gesù non divino,
con la mente galleggiare
a metà tra il bene ed il male,
tra un futuro ed un passato
che non resti tutto uguale.

Alla fine della mia vita
forse anch’io entrerò in chiesa,
come loro,
a contare i miei peccati
le speranze ormai deluse,
ma ho paura sia finita
impossibile è il perdono,
tutti i fiori appassiti
il balcone ormai è chiuso.

Sandro Orlandi

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6 commentiLascia un commento

  1. Mi ritrovo ,caro Sandro ,talmente tanto nella tua amara ballata che nulla aggiungo.Tinti

  2. Dice bene Tinti, è una ballata che lascia amarezza e chiude il balcone alla speranza di un probabile perdono. Vera e toccante, anche se il mio cuore m’inclina a credere ad un balcone aperto, più fiorito e possibilista. Ciao carissimo…a prestissimo.
    Roberta

  3. Mi dispiace, ma era un periodo in cui non ammettevo niente che non fosse quello che stavo vivendo. E, fino a prova contraria, sto ancora cercando di capire come e perché quel balcone dovrebbe invece essere aperto. Quando mi guardo in giro mi pare che non sia così.
    Grazie ad entrambe.

  4. Caro Sandro, resto sempre affascinato quando leggo questi versi. C’è una musicalità antica ed una partecipazione commossa quasi invidiosa del coraggio degli altri di mostrarsi e metterci la faccia e tu alla ricerca della perfezione che non può essere di questo mondo. Così quando scenderai a patti forse sarà troppo tardi e il balcone da cui guardavi in attesa di mischiarti agli altri sarà chiuso e non si affaccerà nessuno.

  5. Caro Sandro,condivido con Tinti.
    Graziella

  6. Era il periodo in cui stavo cercando il coraggio di guardarmi dentro e la processione della Madonna delle grazie esiste veramente a Velletri dove la gurdavo impaurito e affascinato all’età di nove anni.
    Adesso il viaggio dentro di me è, in gran parte, concluso. Anche se davvero non finirà mai! Quanto al balcone…vedremo.


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