In attesa

Pensami nel silenzio

che ti circonda,

nel tormento della tua anima

tra le ombre della memoria

Raccogli i miei sogni,

donagli linfa vitale

fra le onde del mare in burrasca

con le note di un cielo stellato

Crudele è lasciarli in attesa

tra la polvere di parole in frantumi

che un vento oltraggioso disperde,

per poi farli morire


Patrizia Mezzogori
Published in: on maggio 3, 2011 at 07:45  Comments (6)  
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Come sei bella

Come sei bella quando piangi
e gridi al cielo la tua rabbia,
quando mostri la tua debolezza
e dici che non sei capace.

Come sei bella quando invecchi
e accusi i tuoi chili di troppo,
quando dichiari che sei stanca
e dici che più non ce la fai.

Come sei bella quando ti ribelli
e vuoi non lasciar perdere,
quando combatti senza difese
e dici che non è giusto così.

Quando sei te stessa come sei bella,
non cerchi di fregare il tempo
e non dici di voler piacere a tutti.
Come sei bella, non dimenticarlo mai.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on maggio 3, 2011 at 07:32  Comments (6)  
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Pace e guerra

Giornate di un inverno come tanti, ma
c’è nell’aria quasi un gelo di attesa
pur nell’assaggio del tiepido sole;

qua e là finestre spoglie di fioriere
sfoggian le tinte dell’arcobaleno:
Pace! E’ l’eloquente coro silenzioso

che fiorisce spontaneo e si nutre
dell’illusione, via via che s’accresce,
di punger le coscienze dei potenti.

PACE! Parola lieve e chiara
come acqua di lago, semplice
in sé come un cuore bambino,
così spesso farcita di retorica.

PACE e GUERRA! L’una dell’altra alibi!

GUERRA! Parola greve troppe volte
volutamente usata con freddezza
senza fermarsi a coglierne l’orrore.

Terra! Da sempre qualche uomo transitando
Ha preteso d’importi la sua Pace
Mentre ti denudava con la Guerra!

Viviana Santandrea

Portami al mare

Portami al mare
in questo autunno intenso.
Fa’ che dal vivo io risenta
dell’onda il suono sullo scoglio
mentre la pioggia fitta di novembre
non si discosta e anzi mi confonde.

E non lasciarmi poi da solo,
seduto ad assaggiare un sogno.
Vienimi accanto ad ascoltare
quell’emozione che mi prende
al breve, ingenuo tuffo nell’eterno.

Non ti spostare appena sembra
che l’acqua inghiottir ci voglia
E’ solo un segno d’accoglienza,
catarsi che ci viene offerta
per ripartire appena spunta il sole.

Aurelio Zucchi

Published in: on maggio 3, 2011 at 06:58  Comments (4)  
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Tu eri l’uragano

TÚ ERAS EL HURACÁN

Tú eras el huracán y yo la alta

torre que desafía su poder:

¡tenías que estrellarte o que abatirme!…

¡No pudo ser!

Tú eras el océano y yo la enhiesta

roca que firme aguarda su vaivén:

¡tenías que romperte o que arrancarme!…

¡No pudo ser!

Hermosa tú, yo altivo: acostumbrados

uno a arrollar, el otro a no ceder;

la senda estrecha, inevitable el choque…

¡No pudo ser!

§

Tu eri l’uragano e io l’alta torre che sfida il suo potere:

dovevi schiantarti o abbattermi…

Non è potuto essere!

Tu eri l’Oceano e io la eretta roccia

che salda attende il suo ondeggiare:

dovevi rifrangerti o sradicarmi!

Non è potuto essere!

Bella tu, io altero;

abituati l’una a travolgere, l’altro a non cedere;

il sentiero stretto, inevitabile lo scontro…

Non è potuto essere!

GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER