Bagliori bellici

Non scioglie più il gelo
la nostra cara arcaica casa.
Disorientata, la selce
non sa quanto è polare,
senza fiati nati
da labbra amiche.

E sono un cumulo idiota
di sassi ammonticchiati,
le frasi addentate e trite
inghiottite
senza un pizzico di sale.

E solo grovigli d’intenti,
di tele d’Itaca
i gesti invalsi, persi
abbandonati
sul ciglio della notte.

Rannicchiato a lato
del masso erratico,
attendendo l’agape,
il nudo giorno indugia
contemplando
lacrime cosmiche,
stille cadenti posarsi
sull’occhio ottuso
d’un miope elianto.

Flavio Zago

Scorre lo sguardo

Scorre lo sguardo per colline e valli:
fiori insecchiti osserva e rami stinti,
la corsa lieve insegue dei cavalli
che nitriscono in coro nei recinti.

La folta criniera agita al vento,
la testa superba piega con fierezza,
scalpita, s’agita con dolce movimento
sotto lo zoccolo la dura zolla spezza.

La biada frange, l’umido occhio
spinge oltre la rete, la libertà pregusta
in folle corsa, come quando il cocchio
tira veloce sospinto dalla frusta.

Scorre lo sguardo e con lui si perde
aggrappato alla schiena sua ricurva,
galoppa tra le querce, in mezzo al verde,
i rami schiva, la fiera testa curva

scalpitando nei clivi maremmani
dove la pace regna e dove il cuore
trova rifugio nei silenti piani
senza più ansia, senza più dolore.

Salvatore Armando Santoro

Simile a un dio

Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, subito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell’erba; e poco lontana mi sento
dall’essere morta.
Ma tutto si può sopportare…

SAFFO

Published in: on maggio 7, 2011 at 07:34  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Nel chiostro

Fiori ed erbe rare
coltivate con cura
teneri germogli di meditazione
mortificazione del corpo
esaltazione dell’anima
concimata col pentimento
annaffiata con la penitenza.
Intorno ad un pozzo
passi lenti di sandali
consumati dagli anni
passati a levigare ciottoli
antichi come il tempo
Figure scure nel chiostro
bisbigliano sussurri
pronunciando preghiere
nel silenzio assoluto.
Tocchi di campanella
a richiamar le ore
sofferte in umiltà
e mani giunte
a raggiungere un cielo
sempre troppo lontano.

Sandro Orlandi

Ricordi croati

sovrani
ricordi improvvisi
reggenti
raggianti faville incoscienti
porporine dorate
sulle mie labbra saporite al sale
quando tu mi dicesti: “ sei il mare”
che potere mai avevamo per respirare
tanta bellezza?…

Aurelia Tieghi

Published in: on maggio 7, 2011 at 07:02  Comments (6)  
Tags: , , , , , , ,