La figlia dei burattinai

Ti è rimasta la brama di verità

e quella di giocare, di fingere.

Chi sei, Giuseppe, oltre quel piccolo

che studiava tutte le sere, ai vetri

della grande veranda con un binocolo

da teatro, le stelle – era il cortile

dei fichi e dei nespoli già tutto

buio, e il pozzo che ti faceva

tanta paura, cancellato.

Che cosa credi, il tempo passa

Ma mica così in fretta come dicono.

Sei ancora lì, che piangi nella cucina

Senza sapere il perché, che guardi

Con una gioia sgomenta quella bambina

– la figlia dei burattinai, che venivano

tutti gli inverni nella tua città

da oltre le montagne, che davano

spettacoli di cavalieri e maghi –

e copri tutte quelle lentiggini

e le sue trecce, di lontano, di baci.

GIUSEPPE CONTE

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3 commentiLascia un commento

  1. E’ ballata che vedrei cantata da De Gregori,morbida, melanconica,poetica .Grande Conte!Tinti

  2. Di una bellezza e sincerità struggente. Grande Conte, grazie per la scelta.
    Roberta

  3. Ha ragione Tinti. Sembra fatta apposta per De Gregori.
    Molto bella.


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