Le mie rose di maggio

 
Daniela, presa a tradimento
quando la vita ti scorreva verso altra vita,
e la Poesia ti apparteneva come le mani
e volevi credere che quella fosse la tua strada
verso l’infinito, e mi hai parlato di un Dio misericordioso
fino alla fine io ti ho creduta.
.
Beatrice, voce d’incanto al telefono
bella e sensuale mai ti ha vinto il dolore,
per quanto fosse forte ed allora
ti abbandonavi a cieli di speranza
nero su bianco.
.
Claudio, grande uomo che mai
hai lasciato dai tuoi versi trasparire
la malattia che ti stava portando via,
perché il poeta che era in te
voleva cantarci la vita,
ed ancora ascoltiamo il tuo canto
in religioso silenzio.
.
Tino, la tua donna ti piange come
al primo incontro, avrei voluto conoscerti per posare
sul tuo grande petto la mano audace
e sentire il tuo cuore battere indomito.
.
Marcello, uomo di grande virtù
ci lasci vuoti di
parole e risate
e passeggiate sulla strada ripida
della vita con gli
occhi al cielo
e lo sguardo ancora tiepido, mancherai
come il sale
nel mare
e le nostre lacrime non basteranno,
lo so, però ti immagino
che balli un valzer
ed un po’ ridi di noi.
.
Madre, ancora mi sveglio urlando la notte
la tua assenza, ed il vuoto è così grande
che non mi basterà la vita a riempire coi ricordi
l’abisso.

Maria Attanasio

Published in: on maggio 11, 2011 at 17:49  Comments (8)  
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In memoria di Marcello

 
Grazie, o Armando, delle dolci note
rimembranza di quelle di Marcello.
Anche per me ch’era come un fratello
insieme giocavamo in versi e rime,
ricordando il passato o questo o quello.
Per Lui l’Amore era su ogni frase
colma di solitudine e  rimpianti
Lui ora non riposa in cimitero:
vive, per sempre, in paradisoluce
in altra dimensione oltre le stelle
e quando lo ricorderemo ancora
c’invierà d’amor poesie più belle.
 

Paolo Santangelo

Published in: on maggio 11, 2011 at 17:32  Comments (13)  
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L’approdo

Felice l’uomo che ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro di sè mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati,
E siede a bere all’osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
Felice l’uomo come una fiamma spenta,
Felice l’uomo come sabbia d’estuario,
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
E riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.

PRIMO LEVI

Il fiore del tempo

A Marcello con affetto

Il fiore del tempo
ha spanto profumo e
intensi anni
vissuti con coraggio e passione
al lume della cara Musa
spine hanno solcato i tuoi passi
fiaccato spalle e cuore
privandoti degli affetti più cari
di te ricordo il sorriso
il piglio deciso
di fiero gentiluomo
sempre inquieto e mai domo
sempre teso al sogno d’amore
di te resta il tuo profondo
e sincero poetare
di te resta il fiore in volo
della tua vita
verso il cielo in piena luce,
di te rimane chiuso nel nostro cuore
quello che generoso
hai saputo donare.
Caro amico riposa adesso
e vola libero
in alto ti aspetta
compagna amata,
tua pace azzurra,
meritata.

Roberta Bagnoli

Published in: on maggio 11, 2011 at 07:28  Comments (11)  
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Quando muore un poeta

Omaggio a Marcello Plavier

 
La mano d’un poeta può fermarsi:
non scriverà più versi,
scaglie emozionanti del suo cuore.
Vivranno, però, ancora, tra la gente
che ha conosciuto e ha letto,
le sue poesie, la voce sua silente,
un filo non visibile altrimenti
che il cuore unisce all’anima e al pensiero.
Adesso lui riposa al cimitero
e pe’ altri siti, l’alma
porta la voce che con ciò non tace,
e parla ancora al cuor di chi un suo verso
prende e ripone, attento, dentro sé.
Pel “mare blu” risuona quella voce,
la tua, per noi, Marcello,
e a Dio, da vicino,
volgi lodi in versi. Da noi: addio!

Armando Bettozzi

Published in: on maggio 11, 2011 at 07:24  Comments (7)  
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A Marcello

 
Mio caro
ripassa ancora
in sonno
su di noi
sulle nostre apparenze
facci sentire
quella voglia
di mangiar la vita
parlaci e canta
e avvampa ancora
di quel fuoco
quasi acerbo
caparbio di sole
che scaldava il cuore.

Tinti Baldini

Published in: on maggio 11, 2011 at 07:22  Comments (6)  
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Vicini a noi

Un anno fa ci lasciava prematuramente un carissimo amico, una delle voci più belle, calde e appassionate del nostro Cantiere, un’anima generosa ed unica per sensibilità e sentimenti, una presenza insostituibile di poeta e di uomo. Le sue parole, che tuttora ci donano emozioni e danno luce e bellezza a  questo nostro piccolo angolo  dedicato alla poesia, ce ne restituiscono un ricordo  intatto, dolce, commosso e indelebile, e continueranno a farlo finchè avrà vita questo Cantiere. Per un crudele gioco del destino ci ha lasciato, proprio l’altro ieri, un altro carissimo amico, un’altra voce appassionata e generosa, un altro poeta capace di versi autentici, evocativi, acuti e ardenti.  Due stili diversi, due caratteri unici e due modi differenti di esprimersi: eppure c’era qualcosa che li accomunava. Claudio e Marcello sono stati due uomini veri che hanno affrontato le difficoltà della vita a viso aperto, senza nascondersi,  senza  indulgere a pietismi e senza coltivare rancori. Hanno combattuto la loro battaglia contro una sorte accanita e beffarda, e non hanno mai piegato la testa, senza mai maledire quel destino ladro che aveva loro sottratto i beni più preziosi, la salute, gli affetti più cari. Entrambi hanno provato in modo diverso e drammatico le ferite della vita, le più dolorose. Entrambi portavano quelle cicatrici con la forza di un gigante ed il sorriso sulle labbra, quello della misurata ironia come quello della sfida  irridente. Entrambi avevano con sè una forza misteriosa che li animava e che veniva da dentro, quell’amore per la vita che è caparbia risposta ad ogni avversità,  quell’energia contagiosa che ce li ha fatti apprezzare come splendidi amici e che ci fa rimpiangere di non poter più attingere al grande tesoro delle loro esperienze umane. Provo una grande nostalgia per le mie lunghe chiacchierate al telefono con  loro: ogni volta sarei stato per ore ad ascoltarli, quando parlavano dei loro ricordi, delle loro piccole e grandi avventure, o delle loro idee, spesso divergenti, mai scontate o banali. Provo persino tenerezza  per i loro simpatici battibecchi a distanza, quel punzecchiarsi bonario da persone di spirito che si stimano. E Claudio e Marcello si stimavano l’un l’altro, veramente, non soltanto come poeti.  A noi resta il rammarico di averli avuti come compagni di viaggio per troppo poco tempo, e di aver dovuto interrompere quel nostro quotidiano colloquio di affetti e quel prezioso scambio di ricchezza artistica ed  umana che ci rendeva orgogliosi della loro amicizia. In questo giorno, scelto come da un’indecifrabile  disegno  che li accomuna nel nostro ricordo, vogliamo rivolgere un pensiero anche alle loro famiglie  che sentiamo sempre vicine, nella certezza che anche i nostri cari amici, ovunque siano adesso,  sono vicini a noi tutti e lo rimarranno per sempre. Ciao Claudio, ciao Ratìn, questo è il nostro grande abbraccio per voi.

Il Cantiere

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AMICO

Un amico non lo perdi mai
se perderlo non vuoi.
Sentirsi vicini anche
quando la vita ci allontana,
trascinati dal cuore che improvviso
batte per chi tra noi si pose.
Il tempo avrà di noi pietà perdonando
i nostri lunghi silenzi.
Sorrideremo al nostro ritrovarci
come se l’ultimo saluto ancora
spento non fosse.
Racconteremo i nostri giorni come
parentesi in un discorso mai interrotto
davanti al bicchiere di birra in un bar,
davanti ad uno di vino al crepitar
del ciocco in un camino.
Pronto a medicare le ferite dell’altro,
perché un amico ti raccoglie
quando una donna ti lascia.
Un amico non ti dirà mai…
te l’avevo detto.
Un amico ti ascolta e ti sorregge
mentre stai per cadere.
Lo schiaffo di un amico lo restituisci
con un abbraccio.
Un amico non piange con te
ma per te piangerà se lo perdi.
Amori come alberi di foreste immense,
amicizia come fiore raro tra le pietre.

Claudio Pompi

AUGURIO

Vivi
Senza altra distinzione
senza etichetta
sii persona sempre

il passato è curioso
se l’osservi
scopri una sorgente infinita
di valori dimenticati

la vita va difesa
essa è una miscela
contiene gioie dolori
sconfitte vittorie
prendila seriamente

mescola il tutto
getta le scorie
utilizza il buono che emerge
dimentica la disperazione
approda nell’amore

così attiverai il coraggio
dònati della gioia
per metterla nell’animo
di chi non sa lottare

e scoprirai che nulla
è più bello della vita
ed allora non avrai null’altro da fare
che regalarti al mondo
interamente

Marcello Plavier


Published in: on maggio 11, 2011 at 06:55  Comments (10)  
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