Andiamo avanti

 
Come va ?
Ma come vuoi che vada ?
I  problemi sono tanti…
la salute che non và,
il lavoro che non c’è,
l’inflazione galoppante,
il rincaro del petrolio,
i soldi sempre meno,
i figli adulti, ancora
nello stato di famiglia,
in attesa…
della prima occupazione,
e via discorrendo ….
il rapporto che non va ,
per completar la lista ,
e  non sono un pessimista…
ma solo un realista
Allora, suggerirei…
per evadere la domanda,
dal sopra detto…
effetto dirompente,
senza alcuna esitazione
e consentir cosi,
la sdrammatizzazione
di rispondere :
va  tutto bene…
anzi benissimo…
e, nel frattempo…
andiamo avanti

Ciro Germano

Uva Passa

Cariche le braccia di frutti
mi affaccio, generoso tralcio,
nel tuo tempo d’autunno.

Appoggio rotolanti
i miei anni distillati
al tuo viso spremuto,

capolinea galleggiante
di un accidentato
viaggio solitario.

Dalla plancia inamidata,
affascinato scruti
il torchio del ciclone

ma la bitta rassicuri
che più non scioglierai
il rassegnato ormeggio.

Porterò frutti appassiti
sulle mie braccia asciutte
al mercato d’inverno.

Anna Maria Guerrieri

Nessun uomo è un’isola

No man is an island, entire of itself

every man is a piece of the continent, a part of the main

if a clod be washed away by the sea,

Europe is the less, as well as if a promontory were,

as well as if a manor of thy friends or of thine own were

any man’s death diminishes me, because I am involved in mankind

and therefore never send to know for whom the bell tolls

it tolls for thee.

 §

Nessun uomo è un’isola,

intero in se stesso.

Ogni uomo è un pezzo del continente,

una parte della terra.

Se una zolla viene portata via dall’onda del mare,

la terra ne è diminuita,

come se un promontorio fosse stato al suo posto,

o una magione amica o la tua stessa casa.

Ogni morte d’uomo mi diminusce,

perchè io partecipo all’Umanità.

E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:

Essa suona per te.

JOHN DONNE

Resa dei conti

Annegare poesia in un pub per soli uomini
quelli con solo un tavolo davanti
senza orizzonte, al massimo un separé.

Attorcigliarsi come edera alla vite
a succhiare il nettare in fermentazione
e coprire i grappoli agli occhi degli esperti.

Perdersi in maschera attorno ad un tabù
girando e cantando canzoni sconce
alla prima occasione da trasformare in pianto.

Agitare fantasmi per confondere la via
movimentare il nulla della nostra pochezza
costruire una fiaba senza armatura.

Guardarsi negli occhi nella pozzanghera
senza vedere che cielo sporco.

Lorenzo Poggi

Come fantasmi…

 
Con la mente sciolgo
pensieri raggrumati
nell’inquietudine
di un vuoto senza fine.
Una sola lacrima
intrappolata e inerme,
inciampa nel ricordo
di passi che portano lontano
dove raccolgo solo il silenzio 
di parole non espresse
che come fantasmi…
vagano alla ricerca di un perché

Patrizia Mezzogori
Published in: on maggio 13, 2011 at 06:59  Comments (6)  
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