Ti auguro

Je te souhaite
Je te souhaite de ne pas réussir ta vie.
Je te souhaite de vivre autrement que les gens arrivés.
Je te souhaite de vivre la tête en bas et le coeur en l’air,
les pieds dans tes rêves et les yeux pour entendre.
Je te souhaite de vivre sans te laisser acheter par l’argent
Je te souhaite de vivre debout et habité,
de vivre le souffle en feu, brûlé vif de tendresse.
Je te souhaite de vivre sans titre, sans étiquette, sans distinction,
ne portant d’autre nom que celui de l’humain.
Je te souhaite de vivre sans que tu aies rendu quelqu’un victime de toi-même.
Je te souhaite de vivre sans suspecter ni condamner, même du bout des lèvres.
Je te souhaite de vivre sans ironie, même contre toi-même.
Je te souhaite de vivre dans un monde sans exclu, sans rejeté,
sans méprisé, sans humilié, ni montré du doigt.
Je te souhaite de vivre dans un monde où chacun aura le droit
de devenir ton frère, de devenir ton prochain.
Un monde où personne ne sera rejeté du droit à la parole,
du droit d’apprendre à lire et de savoir écrire.
Je te souhaite de vivre libre, dans un monde libre.
Je te souhaite de parler, non pour être écouté, mais pour être compris.
Je te souhaite de vivre l’inespéré,
c’est-à-dire que je te souhaite de ne pas réussir ta vie.

 §

Ti auguro di non avere successo nella vita.

Ti auguro di vivere in modo diverso rispetto alle persone “arrivate”.

Ti auguro di vivere con la testa in basso e il cuore in aria,

i piedi dentro i tuoi sogni e gli occhi per sentire.

Ti auguro di vivere senza lasciarti comprare dal denaro

Ti auguro di vivere in piedi e con una casa,

di vivere il respiro nel fuoco, bruciato vivo dalla tenerezza.

Ti auguro di vivere senza marca, senza etichetta, senza distinzione, senza altro nome che quello di umano.

Ti auguro di vivere senza rendere nessuno tua vittima.

Ti auguro di vivere senza sospettare o condannare, nemmeno a fior di labbra.

Ti auguro di vivere senza ironia, nemmeno contro te stesso.

Ti auguro di vivere in un mondo senza esclusi, senza rifiutati,

senza disprezzati, senza umiliati, senza accusati con il dito.

Ti auguro di vivere in un mondo dove ciascuno avrà il diritto

ti divenire tuo fratello, di divenire il tuo prossimo.

Un mondo dove a nessuno sarà rifiutato il diritto di parola,

il diritto di imparare a leggere e scrivere.

Ti auguro di vivere libero, in un mondo libero

Ti auguro di parlare, non per essere ascoltato, ma per essere compreso.

Ti auguro di vivere l’inaspettato,

vale a dire che ti auguro di non avere successo nella vita.

JEAN DEBRUYNNE

Levarsi

Per levarsi
occorre leva
e poi per sollevarsi
occorre lena
e per guardare alto
occorre cielo
e perchè ci sia cielo
occorre candore
di cuore
e perchè candore ci sia
occorre far pulizia
dentro e fuori.

Oggi ho fatto
pulizia dentro.

Tinti Baldini

Published in: on maggio 14, 2011 at 07:22  Comments (9)  
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L’irti spini di Rosina

Strambotto tu mi aiuti? Oh fammi luce
ne lo mio amor! Va e porta sta rosina
ché i guardi mei vedranno assai di luce
conquisi l’irti spini di Rosina.
I’ t’offrirò a Lei, flava e pur duce,
con l’amor mio su l’ai di farfallina
e nonostante i lai di un occhio truce
divertirommi a ver l’aria Sua inclina!

Sandro Sermenghi

Published in: on maggio 14, 2011 at 07:09  Comments (4)  
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Agli orti

 
Era qui che volevo ritornare
qui fra questi orti, a incontrare i poeti
e insieme rinverdire la poesia
in pochi ormai a frugare i ricordi.
Se chiudo gli occhi, tutti vi rivedo
amici cari, compagni di-versi
e tra tutti un sorriso ed una voce:
“Sarò la spiga, sarò la danza e il canto”
Qui fra i radicchi, i gatti e i pomodori
risuonavano i cori,  e le risate
fuori dal cerchio delle barzellette;
qui sbocciavan germogli di parole
tenere, dolci, piccanti oppure amare
bouquets di versi più o meno pensati
comunque belli, pur se improvvisati.
Poesie come bolle colorate
catturate dal vento e forse ancora
nascoste qui, tra i cespi di lattuga
o rimaste fra gli alberi impigliate;
è così che mi piace immaginarle
leggére, ma indelebili, e ascoltate
forse dagli angeli.
Sì, era qui che volevo ritornare
coi poeti di oggi e quelli di ieri
ancora stretti in un cerchio d’amore.

Viviana Santandrea

Le mani

Mani a contare
prima di parlare
intrecciate come ballerine
in una danza
giunte in preghiera
ad osannare lodi
in un canto di chiesa
elevate al cielo
ad invocare pietà
delicate ad asciugare lacrime
appassite dall’età che avanza
ispessite dal lavoro fino a sera
ad imbracciar fucili
in guerre senza patria
ricolme di pianto
a raccogliere il dolore
mani unite ad indicare
pace

Maristella Angeli

Published in: on maggio 14, 2011 at 07:07  Comments (12)  
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