Infinito amore finito

Per quanto infinito sia un amore,
saprò dimenticare per non morire.
Toglierò come quadri da una parete
ogni giorno vissuto,
ogni sorriso che firmò le magie,
quelle che nessun perfido mago
avrebbe chiuso in foreste pietrificate.
Per quanto infinito sia un amore,
saprò insultarti nelle sere senza fine,
saprò bere anche dal tuo bicchiere.
Di nascosto bacerò l’orlo del calice
dal sapore di rossetto
chè i fantasmi del nostro passato
non vedano quanto debole io sia.
Per quanto infinito sia un amore
saprò ridere di te e di me,
del disprezzo di chi in me vedrà
un egoista.
Lo farò stringendo il cuore fino
ad ucciderlo per soffocarne il pianto
Per quanto infinito sia un amore,
riuscirò, stanne certa, a recidere
quell’esile filo fatto di gesti
che inutili ormai si perderanno
nel vuoto della tua assenza.
Per quanto infinito sia un amore,
sarà infinita la mia disperata voglia
di sopravvivere nel deserto che in me
hai lasciato.

Claudio Pompi

Dolore

E’ pugnale
d’acre taglio
l’idea mediocre di me
fra mille ingiusti
proibiti “perchè?”,
residui bellici monchi
di risposte ignorate.
Sventola rabbioso
un dolore lacerante
batto il capo…
sanguino.

Daniela Procida

Published in: on maggio 18, 2011 at 07:21  Comments (6)  
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Din…Don…Dan…

 
Tutte allietando
le dorate pièvi, 
dopo,  il cielo terso.
L’anima, ebbra di sole, è come a un nido.
.
Forse nella mia vita non è accaduto mai,
così profondamente:   mi debba risvegliare,
andare  ritornare  avere te,   
triste anima sola.
.
“.…..Io sogno, io sogno!….” Eppure! 
Vorrei dimenticar quello che fu:
chiudere gli occhi, e non vederti
più su questa terra.
.
Primavera, biondeggia il grano nell’ardente
estate, guarda l’Autunno le sue foglie morte
Inverno le sue nevi immacolate e
invece… guerra.
.
Quale tristezza assal l’anima mia?
Quale tristezza indefinita?  Nella vita
vorrei vedere una barca che ha bisogno
del mare per poter andare, la primavera
del sole per fiorire.
.
Sarà, arcano, ma vorrei vedere,
la farfalla su un fiore, un bimbo con una mano
che l’accompagni, un cane col tutore,
l’aquilone nel vento per poter
volare…
……….Palpita umile oggi più dell’usato
il dolore che non lascia riposo
in occulto fondo.
.
Il cuore, poi in angoscia, l’uomo baciato
muore: egoismo di mente d’ignoranza,
collera  passione, alla radice
dei problemi del mondo.

Paolo Santangelo

Vedi come si erge candido

Vides ut alta stet nive candidum

Soracte, nec iam sustineant onus

silvae laborantes, geluque

flumina constiterint acuto?

Dissolve frigus ligna super foco

large reponens atque benignius

deprome quadrimum Sabina,

o Thaliarche, merum diota.

Permitte divis cetera, qui simul

stravere ventos aequore feruido

deproeliantis, nec cupressi

nec veteres agitantur orni.

Quid sit futurum cras fuge quaerere et

quem Fors dierum cumque dabit lucro

appone, nec dulcis amores

sperne puer neque tu choreas,

donec virenti canities abest

morosa. Nunc et Campus et areae

lenesque sub noctem susurri

composita repetantur hora,

nunc et latentis proditor intimo

gratus puellae risus ab angulo

pignusque dereptum lacertis

aut digito male pertinaci.

§

Vedi come si erge candido
d’ alta neve il Soratte! I boschi al peso
non reggono, fiaccati, e per l’acuto
gelo si sono rappresi i fiumi.

Dìssipa il freddo deponendo legna
sul focolare, in abbondanza, e mesci
da un’anfora sabina a doppia ansa,
o Taliarco, vino di quattr’anni!

Lascia il resto agli dei, che appena placano
i venti in lotta sulla ribollente
distesa, non più ondeggiano i cipressi
né con essi agitati i vetusti orni.

Cosa accadrà domani, tu non chiedere.
Se un altro giorno ti darà la Sorte,
ascrivilo a guadagno e non spregiare,
ora che sei giovane, le danze e i dolci amori,

mentre è lontano dal tuo verde il tedio
della vecchiaia. Adesso il Campo
e le piazze, ora prima che annotti
si ripeta il lieve sussurro dei convegni,

ora il gradito riso che ti svela
da un angolo segreto ove si celi
la tua fanciulla, e il pegno strappato
dal polso o dal dito che resiste appena.

QUINTO ORAZIO FLACCO  (Odi  I,9)

Nenia

La vita sonnecchia,
s’appressa il momento.
Dimentica il male,
dimentica il bene;
è tutto finito,
o sta per finire;
il sole scompare,
non brontola il mare;
svanito il dolore,
non palpita il cuore;
non c’è più speranza,
si chiudono gli occhi;
riposa, bambino;
riposa, vecchietto;
per sempre starai
nel tuo freddo letto

Nino Silenzi

Published in: on maggio 18, 2011 at 06:50  Comments (6)  
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