Historia de un amor

Ya no estas mas a mi lado corazón
en el alma sólo tengo soledad
y si ya no puedo verte
por qué Dios me hizo quererte
para hacerme sufrir mas.

Siempre fuiste la razón de mi existir
adorarte para mi fue religión
en tus besos yo encontraba
el calor que me brindaba
el amor y la pasión.

Es la historia de un amor
como no hay otro igual
que me hizo comprender
todo el bien, todo el mal
que le dio luz a mi vida
apagándola después
hay que vida tan obscura
sin tu amor no viviré.

Siempre fuiste la razón de mi existir
adorarte para mi fue religión
en tus besos yo encontraba
el calor que me brindaba
el amor y la pasión.

Es la historia de un amor
como no hay otro igual
que me hizo comprender
todo el bien, todo el mal
que le dio luz a mi vida
apagándola después
hay que vida tan obscura
sin tu amor no viviré.

Siempre fuiste la razón de mi existir
adorarte para mi fue religión
en tus besos yo encontraba
el calor que me brindaba
el amor y la pasión.

§

STORIA DI UN AMORE


Non sei più accanto al mio cuore
Nell’animo ho solo solitudine
E se non posso più vederti
Perché Dio ha voluto che ti amassi
Per farmi soffrire di più?

Sei sempre stata la ragione del mio vivere
Adorarti è stata per me una religione
Nei tuoi baci io trovavo
Il calore che mi portava
L’amore e la passione

È la storia di un amore
Come non ce ne sono uguali
Che mi ha fatto capire
Tutto il bene, tutto il male
Che ha dato luce alla mia vita
Ma spegnendola subito dopo
Che vita buia
Senza il tuo amore non vivrò

Sei sempre stata la ragione del mio vivere
Adorarti è stata per me una religione
Nei tuoi baci io trovavo
Il calore che mi portava
L’amore e la passione

È la storia di un amore
Come non ce ne sono uguali
Che mi ha fatto capire
Tutto il bene, tutto il male
Che ha dato luce alla mia vita
Ma spegnendola subito dopo
Che vita buia
Senza il tuo amore non vivrò

Sei sempre stata la ragione del mio vivere
Adorarti è stata per me una religione
Nei tuoi baci io trovavo
Il calore che mi portava
L’amore e la passione

È la storia di un amore
Come non ce ne sono uguali
Che mi ha fatto capire
Tutto il bene, tutto il male
Che ha dato luce alla mia vita
Ma spegnendola subito dopo
Che vita buia
Senza il tuo amore non vivrò

Sei sempre stata la ragione del mio vivere
Adorarti è stata per me una religione
Nei tuoi baci io trovavo
Il calore che mi portava
L’amore e la passione

CARLOS ELETA ALMARÁN

Viandare sui poggi

dove satura la ginestra
esplode nel giallo.
Cipressi in fila
guardiani delle vigne
del tremulo papavero
sul ciglio.
S’apre la valle
in conca di colori
nell’azzurrino
degradar dei monti.
Nell’aria palpiti
profumi
e in questa vastità
sublime è l’anima.

Graziella Cappelli

La pittrice

Bianco di una tela
restata ad attendere
odore di acquaragia
e olio di lino
la tavolozza imbrattata
con il colore incrostato
e la tua spatola
che destreggiava
spadaccina dell’arte
a sfidare il mondo
e l’oscurità
riemergi nei sogni
tocco d’artista
viva nel colore ocra
ardente nel rosso dei papaveri
limpida come il cielo tratteggiato
distesa al tiepido sole
in quelle spiagge solitarie
e ancora ad ergerti
in quei boschi misteriosi
tu quercia eterna
radiosa come il sole

Maristella Angeli

A mia madre

L’alba

Alba di un nuovo giorno.
Pratolina
nel mare verde della vita.
Ogni giorno un soffio di vento
petalo dopo petalo,
ma intatte le radici
per una nuova pratolina
in un nuovo mare verde
dove nessun soffio di vento
toglierà più petali.

E sarà solo Luce.

Sandra Greggio

In ricordo di Marcello Plavier

Published in: on maggio 22, 2011 at 06:59  Comments (7)  
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Il cerchio che si chiude

Si parte da lontano
a ricercar certezze
e giostre paesane
a rivangare il poco
del sale della vita.

Vivere con il poco
non impedisce il riso,
le chiacchiere nel fuoco,
il senso delle cose
davanti al firmamento.

C’è poi il gioco d’amore
il prendersi e lasciarsi
la corsa nelle stelle
il sangue che ribolle
i sensi devastati.

Ci sono anche le vette
di chi non s’accontenta
mettendo a dura prova
un abito già pronto,
la sorte già assegnata.

Si sfrutta l’intelletto
come una pianta viva,
un ceppo rampicante
che tutto verde avvolge
per risalir le scale.

Si succhia dalla terra
il sale delle cose,
si beve conoscenza
per giunger alla saggezza
da cui s’era partiti.

Ma con le scarpe sporche
e suole consumate
per tante scale fatte
per soddisfar la voglia
d’illuminar cervello.

Lorenzo Poggi