Nelle tenebre

Occorre
saper
trovare
sgranare
e poi
dire
leggere a voce alta
e poi
piano
macinarle coi i denti
triturarle e ributtarle
fuori
occorre
saper
illuminare
le tenebre
con parole
d’amore.

Tinti Baldini

Published in: on maggio 23, 2011 at 07:41  Comments (10)  
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Stati d’animo

Fra spallate senza scuse
al mattino volano
su marciapiedi
notizie
di giornali già letti
e agli angoli
finti sorrisi strappati
parlano come mangianastri rotti
soffocando un lamento
che attraversando la strada
veniva investito
dall’indifferenza

Pierluigi Ciolini

Ironia

 
S’abbuia.  Un altro giorno è scivolato
fra suoni e gesti noti, inutilmente
e ripete Dicembre le sue usanze
nel via-vai convulso della gente.
Grigie le previsioni alla TV
E poi notizie ancora più agghiaccianti;
spengo, e sfoglio le pagine del tempo:
vedo dolce un’estate e… c’eri tu.
Un altro mondo, altra filosofia
discutibile forse e disperata
ma piena di passione e d’ironia
in nome di una fede. Oggi la vita
non è che lenta e lesta, vana attesa
di esaurire un disegno ormai scontato.
Quante volte la penna ho sollevato
invano, per lasciarla ricadere
sulla pagina vergine;  banale
mi pare ogni pensiero, ed il piacere
di andar per versi spesso mi è negato
Tra gli impervi sentieri dell’inverno
che sottraggono linfa al mio coraggio
vado cercando l’orma tua impietosa
persa tra ricci schiusi e foglie morte;
ormai che importa!
Se vorrà la sorte
dissotterrare lì la mia ironia,
come già detto da certa Rossella,
“ci penserò domani” e a garanzia
mi farò un lifting e ritornerò bella.

Viviana Santandrea

Mi ricorderò di questo autunno

Mi ricorderò di questo autunno
splendido e fuggitivo dalla luce migrante,
curva al vento sul dorso delle canne.
La piena dei canali è salita alla cintura
e mi ci sono immerso disseccato dalla siccità.
Quando sarò con gli amici nelle notti di città
farò la storia di questi giorni di ventura,
di mio padre che a pestar l’uva
s’era fatti i piedi rossi,
di mia madre timorosa
che porta un uovo caldo nella mano
ed è più felice d’una sposa.
Mio padre parlava di quel ciliegio
piantato il giorno delle nozze, mi diceva,
quest’anno non ha avuto fioritura,
e sognava di farne il letto nuziale a me primogenito.
Il vento di tramontana apriva il cielo
al quarto di luna. La luna coi corni
rosei, appena spuntati, di una vitella!
Domani si potrà seminare, diceva mio padre.
Sul palmo aperto della mano guardavo
i solchi chiari contro il fuoco, io sentivo
scoppiare il seme nel suo cuore,
io vedevo nei suoi occhi fiammeggiare
la conca spigata.

LEONARDO SINISGALLI

Dov’è finita

 

Dov’è finita la memoria del tempo antico,
di una piccola storia appena nata
e mai completamente sbocciata ?
Sono spariti i momenti delle risate,
quando il vento che abbracciava il vuoto
portava confidenze e dolci parole.

E la complicità dove s’è persa?
Sembrava un canto alla vita
nel camminare giorno dopo giorno
affiancati seppur lontani,
come bambini che si tengono per mano
nell’attraversare un’impervio sentiero,

dove rovi colmi di spine pronti a lacerare la pelle
inaridivano al solo sentire il calore
emanato dalle promesse pronunciate
con fiato che, come canto attraversava il mondo
per arrivare all’orizzonte dove l’azzurro del cielo
incontra il mare per fare l’amore.

Dov’è finita l’alchimia della poesia?
Quella racchiudeva come antico manoscritto
le note per far vibrare i tasti di un piano,
svuotare la mente, far scorrere la vita all’infinito
lasciando viva solo la memoria
racchiusa nello scorrere del tempo.

Dov’è?…

Patrizia Mezzogori