Ignoto milite

Ti chiesero di mettere una firma.
Non sono capace, rispondesti
Ti chiesero allora di porre una croce
che a fatica tracciasti.
Croci uguali a tante
Tu come la tua divisa di fante
A nessuno del tuo nome importava.
Un fucile tra le mani che un aratro
Lasciarono.
Questo a loro premeva
Le mani di una madre che le tue labbra
Baciarono.
A lei sola il tuo nome importava.
Tra centomila t’avrebbe trovato
il tuo nome gridato.
Era maggio, di ciliegie il tempo
che alle orecchie di lei adagiasti
come la promessa d’amore,
alito di vento,
a quella lei sussurrasti.
Al ballo del giorno di festa,
marcia forzata con rombi di morte
a martellar la testa.
Marciare o morire per quella terra
che neanche conoscevi
Ti parlarono di patria e tu non capivi.
Dove era la tua terra ti chiedevi.
Per te qualcuno a tua madre
poche parole scrisse,
per lei qualcuno quell’amore
lesse.
Fiore del sud forte di fertile terra
portato a morir per ignota guerra.
Carne da macello
in tutto pari al nordico fratello
da paura al nemico accomunato
anch’egli dall’aratro strappato.
Sotto una croce a tante uguali
Il tuo corpo, fiore reciso, giace
Come quel Cristo che il sacrificio
firmò su pari croce.

Claudio Pompi

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6 commentiLascia un commento

  1. Mio caro ,sempre mi dicevi “carne da macello”quando parlavi di guerra,di morti giovani e innocenti.Questa è perfetta!Ciao
    Tinti

  2. “Il tuo corpo, fiore reciso, giace
    Come quel Cristo che il sacrificio
    firmò su pari croce.”

    Versi stupendi, d’amore “alto” che solo tu continui a regalarci. Grazie caro amico, uno di noi, sempre.
    Roberta

  3. Per te qualcuno a tua madre
    poche parole scrisse,
    per lei qualcuno quell’amore
    lesse.
    Queste parole sott’intendono un mondo di ingiustizia, di indifferenza, di grande amore, un mondo dove l’individuo si sfrutta come uno schiavo, in nome di qualcosa di Sacro che gli uomini hanno reso profano.
    Commossa, ringrazio.
    Elide

  4. L’ingiustizia della guerra, di tanti giovani morti per la Patria, strappati alle famiglie, all’amore della madre, alla giovinezza ancora tutta da vivere.
    Fortemente sentita e commovente
    Patrizia

  5. Una poesia di grande riflessione.
    Graziella

  6. Versi commoventi ma soprattutto verità incontestabili e assolute nelle tue parole. Onore non alla patria o ai militi noti e prezzolati, ma a quegli innocenti la cui morte insegna più di ogni altra cosa…a vivere e a rifiutare il “potere”. Complimenti!
    Sandro


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