Railroad

Le mani azzurre della corrente in aria
suonavano una cetra di fili tra i paesi.
Un attimo soltanto
e spariva anche la vita,
in bocca la saliva veniva come sale
le schiene dei compagni di lato
bisce nude.
E poi l’impercettibile tremare delle pietre
i grilli che tacevano
la voglia di scappare;
ma più feroce quella di caricare il petto
come una sveglia, o un gioco meccanico.
E partire
due tori con la fronte decisa
ad ogni cosa.

Massimo Botturi

The URI to TrackBack this entry is: https://cantierepoesia.wordpress.com/2011/05/24/railroad/trackback/

RSS feed for comments on this post.

3 commentiLascia un commento

  1. Questi slendidi versi portano a pensare a tante cose..al viaggio come fuga,come liberazione,come fatica,come dolore ,come amore….sono quei fili tra paesi che danno il tocco delicato d’artista.Ciao
    Tinti

  2. Poesia molro bella, intensa e cruda, fa venire in mente i lunghi viaggi, le fughe degli uomini di colore, il riscatto e la lotta per la conquista della libertà. Efficace e sentita la chiusa. Grazie caro Massimo, un abbraccio.
    Roberta

  3. Mi fa pensare alla fatica di chi ha costruito le prime ferrovie, spesso gente che lasciava la famiglia a causa delle grandi difficoltà economiche e che racchiudeva in sé la voglia continua di poter scappare da un mondo che non era il loro e che li costringeva a ritmi massacranti, inumani.
    Bellissima. Ciao, Patrizia


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: