L’onda che scorre

tra le braccia del mondo
ferma impassibilmente,
contata, riletta, sfogliata…
é lemma di lancette metodiche
a cui s’aggrappa in rapido mutare
la somma di cifre abbattute
che schiaccia il peso dell’età
nello spazio invisibile di un soffio
e rende presupposti
di navigazione
nella sfera celeste.
Ora che incombe il senso
della partenza
con la valigia vuota
cerco qualche indumento
da portare:
versi lasciati impressi sulla tela,
fantasie di proventi accumulati,
teneri fili a ricucire inganni…
all’altro lato
sono previste risme di rimpianti
a cui s’affida l’eco palpitante
ancora dentro il vuoto della stele.

Giuseppe Stracuzzi

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8 commentiLascia un commento

  1. …teneri fili a ricucire inganni../all’altro lato/ sono previste risme di rimpianti/ a cui s’affida l’eco palpitante/ ancora dentro il vuoto della stele.
    Onda di poesia veramente sentita, grazie!
    aurelia

  2. Ora che incombe il senso di partenza si cuciono ricordi , si intreccaino fili ,si riprendono versi , si riempie quella valigia ogni giorno e poi magari…si toglie e mette…bellissima.Tinti

  3. “Ora che incombe il senso/della partenza/ con la valigia vuota”
    quella valigia è piena di noi, nel bene e nel male, è piena della nostra vita, vissuta come nell’attimo il meglio si scelse, anche se ora si valuta in altro modo. Nessuno è mai vissuto invano, ed il nostro picolo posto nell’universo fu solo nostro. Per questo siamo e saremo sempre importanti.
    Grazie della bellissima poesia che induce a riflettere
    su ciò che a volte appare scontato.
    Elide

  4. non esiste valigia vuota…in quel “vuoto “apparente la nostra anima, le emozioni, i ricordi , inganni e tutto ciò che è il nostro vissuto…compresa di poesia !Bravissimo..Astrofelia Franca

  5. Caro Giuseppe “Ora che incombe il senso/della partenza/con la valigia vuota” – C’è un senso di amarezza in questa tua bellissima poesia dove mi ritrovo.
    Bravissimo!
    Graziella

  6. Grazie,del gradimento siete molto care, mi date molta gioia.
    Un abbraccio
    Giuseppe.

  7. E’ veramente splendida, si sente a pelle l’amarezza che vi è racchiusa, trasmette forti emozioni. Direi che questa valigia non è vuota, ma colma di un essere profondo che ha ancora tanto da infilarvi dentro per riempirla fino all’inverosimile
    Ciao, Patrizia

  8. “risme di rimpianti”, una efficcace immagine poetica alla quale ogni verso sembra ruotare intorno.
    Bravo Giuseppe!

    Maristella


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