Torture

Nulla è cambiato.
Il corpo prova dolore,
deve mangiare e respirare e dormire,
ha la pelle sottile, e subito sotto – sangue,
ha una buona scorta di denti e di unghie,
le ossa fragili, le giunture stirabili.
Nelle torture di tutto ciò si tiene conto.

Nulla è cambiato.
Il corpo trema, come tremava
prima e dopo la fondazione di Roma,
nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo,
le torture c’erano e ci sono, solo la Terra è più piccola
e qualunque cosa accada, è come dietro la porta.

Nulla è cambiato.
C’è soltanto più gente,
alle vecchie colpe se ne sono aggiunte di nuove,
reali, fittizie, temporanee e inesistenti,
ma il grido con cui il corpo ne risponde
era, è e sarà un grido di innocenza,
secondo un registro e una scala eterni.

Nulla è cambiato.
Tranne forse i modi, le cerimonie, le danze.
Il gesto delle mani che proteggono il capo
è rimasto però lo stesso.
Il corpo si torce, si dimena e si divincola,
fiaccato cade, raggomitola le ginocchia,
illividisce, si gonfia, sbava e sanguina.

Nulla è cambiato.
Tranne il corso dei fiumi,
la linea dei boschi, del litorale, di deserti e ghiacciai.
Tra questi paesaggi l’anima vaga,
sparisce, ritorna, si avvicina, si allontana,
a se stessa estranea, inafferrabile,
ora certa, ora incerta della propria esistenza,
mentre il corpo c’è, e c’è, e c’è
e non trova riparo.

WISŁAWA SZYMBORSKA

The URI to TrackBack this entry is: https://cantierepoesia.wordpress.com/2011/06/03/torture/trackback/

RSS feed for comments on this post.

8 commentiLascia un commento

  1. Nulla davvero. Il dolore non muta, come la barbrie.

    • Grazie Giuseppe, torna a trovarci! Massimo (blogmaster)

  2. ….e non trova riparo.E’ così agghiacciante ma vero.Tinti

  3. Drammaticamente vera e reale, quello che fa più male è constatare quanto l’uomo sia rimasto “piccolo” nella sua umanità, tanto grande è diventato nella tecnologia.
    Bellissima poesia!
    Roberta

  4. “Nulla é cambiato” palpitante anafora che segue il mondo dalle sue origini.
    La chiusa é proprio un grido agghiacciante di dolore
    ” mentre il corpo c’è, e c’è, e c’è
    e non trova riparo.”

    Giuseppe

  5. Una poetessa che amo molto

  6. Purtroppo è proprio così, Nulla è cambiato, le barbarie continuano in nome di tanti “ideali” di tanti Dei. Una poesia vera, che ci mette di fronte ad una verità che tanti insistono ad ignorare, con una chiusa da brivido.
    Grazie, Patrizia

  7. Condivido
    Graziella


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: