Il miracolo

Lasciando sconfinare
quel che pensa
in ciò che dice
l’uomo
è fine
transitabile
intreccio di fili.
Tra mente e parole
porose trasparenze
a filtrare randagi pensieri
in cerca d’espressione,
ove ottenendola
un miracolo si compie.

Daniela Procida

Published in: on giugno 8, 2011 at 07:39  Comments (5)  
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Innamoramenti

Sono nato in primavera
nell’ aria profumata
sotto il sole che non brucia
tra il giallo, il verde, il rosso e l’ azzurro
com’ era dolce quella primavera
in cui, solo, lungo la strada
non riuscivo a sentire più il tempo
come se non esistesse,
com’ era dolce quella primavera
e com’ è lontana ora
mentre affondo le gambe
nella neve e sento
le ossa dei morti
spezzarsi sotto i piedi nudi
e ferirmi con miriadi di schegge
perché non li debba dimenticare
e voglio pensare che siano sterpi
e voglio credere di poter guarire,
dovrò tagliare i miei piedi
perché il freddo dell’ inverno
mi costringerà a perderli
e carponi la prossima primavera
sentirò da vicino
il profumo dei fiori
e sotto il giallo e il verde
e il rosso, così vicino, scorgerò
le tombe malcelate e saprò che un altro
inverno mi attende
e ancora, per il gelo
perderò le gambe e le braccia
solo il tronco resterà a primavera e
sarò disteso sopra quelle ossa
sotto quello splendido
ingannevole tremendo azzurro,
così mi coglierà l’ inverno pietoso
e non sarà più niente di me
solo il suono delle ossa
che si spezzeranno
sotto il passo
del prossimo illuso.

Gian Luca Sechi

Sento come la tua presenza

 
Sento come la tua presenza
mentre l’azzurro
irrompe nel grigio
Ti vedo nel sole che discende
a fiotti dal cielo
e si allarga sul verde
e illumina e scalda
Vado incontro
all’apertura del giorno
In tasca il mio tesoro
di foglie e sassi
.    
Ora ho il bisogno di sentirti
Quell’affettuosità nella voce
Mi è rimasta la parola
Tesoro ricamata sulla pelle
Come un velo leggero
Mi fa preziosa e mi difende
Ma è uno squarcio nel buio
La tua assenza

azzurrabianca

Io sono l’unica

I am the only being whose doom

No tongue would ask no eye would mourn

I never caused a thought of gloom

A smile of joy since I was born

In secret pleasure – secret tears

This changeful life has slipped away

As friendless after eighteen years

As lone as on my natal day

There have been times I cannot hide

There have been times when this was drear

When my sad soul forgot its pride

And longed for one to love me here

But those were in the early glow

Of feelings since subdued by care

And they have died so long ago

I hardly now believe they were

First melted off the hope of youth

Then Fancy’s rainbow fast withdrew

And then experience told me truth

In mortal bosoms never grew

‘Twas grief enough to think mankind

All hollow servile insincere –

But worse to trust to my own mind

And find the same corruption there

§

Io sono l’unica il cui destino

lingua non indaga, occhio non piange;

non ho mai causato un cupo pensiero,

né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,

questa mutevole vita mi è sfuggita,

dopo diciott’anni ancora così solitaria

come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,

tempi in cui tutto ciò era terribile,

quando la mia triste anima perse il suo orgoglio

e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori

di sentimenti poi repressi dal dolore;

e sono morti da così lungo tempo

che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,

poi svanì l’arcobaleno della fantasia;

infine l’esperienza mi insegnò che mai

crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità

fosse insincera, sterile, servile;

ma peggio fu fidarmi della mia mente

e trovarvi la stessa corruzione.

EMILY JANE BRONTË

Cercami

Cercami
dove la parola trova respiro
ed il silenzio cattura il tempo
tra soffi di versi intrufolati
– dita tra i pensieri –
arruffati sogni,
distratta carezza
di attimi sbriciolati
nel calore di un sogno
che inonda le vene
e trema
nella ruggine di giorni
colorati di sole
sorrisi intessuti di rughe
nel brivido perenne
di un complice sussurro.

astrofelia franca donà