Sintropica

Spogliarsi a strati
ritrovarsi al centro
un mantello di lacrime piegato
sulla thonet che finge
nuda
d’essere un servomuto

le tuniche mieliniche
rallentano i contatti
svuotano del passato
le tempeste
o le lunghe dormite sui divani.

Arrivano
abitatori d’iperboree lande
forieri d’uragani e d’ombre lunghe
sotto cieli striati a disaurora

le procellarie e il loro grido

l’incostanza dei cieli.

Cristina Bove

Il pensiero

Quando appoggio il pensiero
lo vedo respirare
a volte affannosamente

si tinge di rosa
rallentando il battito
per sopirsi dopo essersi quietato

rispecchia le tante attese
le tante mani giunte
le speranze offerte al cielo.

Maristella Angeli

Published in: on giugno 14, 2011 at 07:36  Comments (15)  
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Amare

Di velluto è il tuo corpo
sotto la mia mano
che cerca…..

Muta aspetti
ascolti
accogli il mio corpo
sciogli l’anima mia

Mi mostri l’universo
attraverso
il caleidoscopio
dell’amore della vita

Marcello Plavier

Published in: on giugno 14, 2011 at 07:30  Comments (4)  
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Inno alla bellezza

HYMNE À LA BEAUTÉ

Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l’abîme,

O Beauté? ton regard, infernal et divin,

Verse confusément le bienfait et le crime,

Et l’on peut pour cela te comparer au vin.

Tu contiens dans ton oeil le couchant et l’aurore;

Tu répands des parfums comme un soir orageux;

Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore

Qui font le héros lâche et l’enfant courageux.

Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres?

Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien;

Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,

Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.

Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques;

De tes bijoux l’Horreur n’est pas le moins charmant,

Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,

Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.

L’éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,

Crépite, flambe et dit: Bénissons ce flambeau!

L’amoureux pantelant incliné sur sa belle

A l’air d’un moribond caressant son tombeau.

Que tu viennes du ciel ou de l’enfer, qu’importe,

Ô Beauté! monstre énorme, effrayant, ingénu!

Si ton oeil, ton souris, ton pied, m’ouvrent la porte

D’un Infini que j’aime et n’ai jamais connu?

De Satan ou de Dieu, qu’importe? Ange ou Sirène,

Qu’importe, si tu rends, — fée aux yeux de velours,

Rythme, parfum, lueur, ô mon unique reine! —

L’univers moins hideux et les instants moins lourds?

 §

Vieni dal ciel profondo o l’abisso t’esprime,

Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino

piovono senza scelta il beneficio e il crimine,

e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l’alba e l’occaso, ed esali

profumi come a sera un nembo repentino;

sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice

che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?

Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;

tu semini a casaccio le fortune e i disastri;

e governi su tutto, e di nulla t’affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;

leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l’Orrore, mentre,

pendulo fra i più cari ciondoli, l’Omicidio

ti ballonzola allegro sull’orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,

crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!

Quando si china e spasima l’amante sull’amata,

pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall’inferno o dal cielo, che importa,

Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,

se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta

m’aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,

che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,

luce, profumo, musica, unico bene mio,

rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

CHARLES BAUDELAIRE

Il tempo

“Non è vero che abbiamo poco tempo, abbiamo troppo tempo che non riusciamo ad utilizzare”

LUCIO ANNEO SENECA

Published in: on giugno 14, 2011 at 07:00  Comments (5)  
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Tienimi stretta

Al tuo corpo
E avvolgimi
Come la luce
Bacia
Mimose di marzo
E il profumo
Sa di pace
E d’azzurro
Fino a strapparmi
Il fiato
Fino a divenir
Tutt’uno
Anima e corpo!

Inebriami
Del tuo vino
Distillato
D’uva
E passione
Carezze sospese
In cieli
Che non so parlare
A giocar con la brezza
Che abbraccia
I campi di grano
E semina vite
Con i chicchi
Dispersi
Nell’aria !

Amami
Come un poeta
In esilio
Che s’inchina
Al mare
E seppellisce
Tra le onde
Le sue lacrime
Malinconia
D’un canto
Che porta in serbo
Un nuovo sorriso
Un sogno nuovo
Da donare
E salvare in volo

Cammina
Accanto a me
E fammi sentire
Come se questa
Fosse
La mia terra!

Anileda Xeka