Per favore

Frenami le parole in bocca
fa che il tuo bacio non mi lasci ferirti
non ti percuota mai la stizza che mi dà il cercarti,
collera che incalza quando altera mi rifiuto
o nego la donna che vorrebbe il suo uomo.

Risoluto afferrami i polsi
fermali sui fianchi tondi, tienili stretti
mentre accosti il petto tuo al mio, adagiati, fremi!
E se virile orgoglio t’invita a resistermi
lasciati legare, per favore, le parole in bocca…

per favore, lasciami fare.

Daniela Procida

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:43  Comments (3)  
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Vecchie e nuove realtà

Ci siamo persi in un mondo di cristallo
dai risvolti rosati quando canta il gallo,
turchini quando sale la luna.

E persi fiori dolorosi sulla parete
schizzata di colori di sangue
mista a sabbia del deserto.

Non c’è pace tra gli ulivi,
né respiro giocoso di vento
né voglia di festa sulla strada.

Camminiamo a testa china
scivolando sulla ghiaia del rimorso
senza alibi per reagire.

La via della redenzione
non è più il nostro pane,
appartiene a chi cavalca il mare
portando la croce del proprio vivere.

Lorenzo Poggi

Fa’ che io sia

 
Fa’ che io sia
il tuo specchio devoto,
che la coscienza
in fondo ti scuota,
ed il custode
dei tuoi segreti…
di quell’anima gentile,
e inquieta.
Fa’ che io sia
la tua ombra perenne,
che nel percorso
ti segua in eterno,
e che io sia ,
per sempre il tuo Io
e …
che prima dell’ Io …
ci sia solo  l’Iddio

Ciro Germano

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:34  Comments (4)  
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Perchè questa notte m’inquieta?

 
Perché questa notte m’inquieta?
C’è un viavai di pensieri
aquiloni che non posso afferrare;
è colpevole forse il pitosforo
già fiorito di aromi nostalgici?
In fondo che voglio?
So che ancora domani
tufferò le mie dita tra i fini granelli
della sabbia stregata dal sole
e godrò la carezza dell’onda
che va e incessante ritorna
sul piede che affonda.
Scalderò il tuo caffè
mentre fai l’imbronciato
e mi dici:
“Ma…il bacino, me l’hai dato?”

Viviana Santandrea

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:32  Comments (3)  
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Sonetto LIII

SONETO 53

Aquí está el pan, el vino, la mesa, la morada:
el menester del hombre, la mujer y la vida:
a este sitio corría la paz vertiginosa,
por esta luz ardió la común quemadura.

Honor a tus dos manos que vuelan preparando
los blancos resultados del canto y la cocina,
salve! la integridad de tus pies corredores,
viva! la bailarina que baila con la escoba.

Aquellos bruscos ríos con aguas y amenazas,
aquel atormentado pabellón de la espuma,
aquellos incendiarios panales y arrecifes

son hoy este reposo de tu sangre en la mía,
este cauce estrellado y azul como la noche,
esta simplicidad sin fin de la ternura.

§

Qui stanno il pane, il vino, la tavola, la dimora:
il bisogno dell’uomo, la donna e la vita:
a questo luogo correva la pace vertiginosa,
per questa luce arse la comune bruciatura.

Onore alle tue mani che volan preparando
i bianchì risultati del canto e della cucina,
salve! L’integrità dei tuoi piedi corridori
viva! Ballerina che balli con la scopa.

Quei bruschi fiumi con acque e minacce,
quel tormentato stendardo della spuma,
quegl’incendiari favi e scogliere

son oggi questo riposo del tuo sangue nel mio,
quest’alveo stellato e azzurro come la notte,
questa semplicità senza fine della tenerezza.

PABLO NERUDA