Luce spenta

per non svelare
nelle tue fantasie
la pietà
che non chiedo
luci spente
per poter fingere
d’esser violentata
dal buio pesto
strangolata
dai miei incubi
solo buio
sotto di te
solo il buio
un’idea impalpabile
una pelle introvabile
violata da un bacio
stremata dalla fuga

Nicole Marchesin

Published in: on giugno 19, 2011 at 07:30  Comments (5)  
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Divorzio

 
Scimmia curiosa, se l’umano ha voglie,
a volte, di cambiar la propria moglie.
.
Ma è già a riposo, in abito disfatto
dal declino incipiente che esorcizza
solo con i bordelli e gli stravizi.
.
Se “un migliore”, per lui, ha sovvertito,
le regole del gioco, il consentito
nella “sua società”, ora anche lui
attirato vuole cambiar vestito.
.
Condanna? Infatti spunta come un fungo
all’improvviso, dopo un acquazzone,
l’alibi: quel ricercar l’identità
smarrita . . . contrastata . . . una conquista
di un’altra donna da sposar di nuovo . . .
possibilmente con vent’anni in meno,
molto più giovane (una sfida col sé):
FREUD si rivolterebbe nella tomba
di pietra e riderebbe, sganasciando.
.
Ora la propria donna è lisa, troppo
cotta, carezze e tenerezze troppo
ha dato: ai figli ora adulti insieme
a “lui” han superato ore tristi,
ore allegre, le solite amarezze.
Ora non “serve” più, cambiando vita.
.
E vola, vola e va per altri lidi,
godendo ciò che può e fino a quando
si accorgerà d’esser rimasto solo.
.
Se nasce un altro figlio fa da nonno,
mentre i giovani, squali, stanno attorno
alla neo mogliebimba e, se va bene,
aspettano che muoia.

Paolo Santangelo

La scelta del cuore


Cambia il vento
percettivamente
per scelta volontaria
lacerante
aria nuova entra nelle stanze
brezza gentile scoperchia i tetti
profumo di viole selvatiche
scompagina il mondo
orizzonti si offrono all’occhio
generoso e attento
cambiano i confini e i limiti umani
anche la geografia è invitata d’onore
al matrimonio scomodo con la storia
e noi uniti nel valzer che può cambiare
il volto della nostra avventura terrena
giochiamo un’interminabile partita col male
nemico duro a morire
da sempre vincitore sui più deboli
ma l’amore sa come dissuaderlo
paziente e invincibile
stende reti di stelle
manto  che risplende
di bianco perdono
a coprire i buchi
divoranti del cuore.

Roberta Bagnoli

Il flauto

“Ci sono sofferenze che scavano nella persona come buchi di un flauto e la voce dello spirito ne esce melodiosa”

VITALIANO BRANCATI

Published in: on giugno 19, 2011 at 07:26  Comments (4)  
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E ti restituisco alla parola

 
E ti restituisco alla parola
ti rimetto fra i segni
nelle grafie delle pagine
ti sfoglio in bianco e nero
ti leggo in tonalità muta
.
nel silenzio che allarga nel cuore
chiazzato di muschio e brina
.
il tuttopossibile dell’altrove
raccoglie a larghe mani i fiori
bianchi del giorno che si allontana
sbocciano di nuovo a stupirmi i tuoi occhi
e le mani la voce la bocca
.
ti canto senza parole
sulle scale del ricordo
.
poi siedo fra i rumori della gente
non c’è più spazio al sogno
chiudo il libro
appiattito il futuro in bidimensione
resto in un vasto presente di niente
.
batto i denti accanto al termosifone
non mi proteggerai dal freddo che mi hai messo addosso

azzurrabianca

Vieni con me!

KOMM MIT!

Mußt dich aber eilen
Sieben lange Meilen
Mach ich mit jedem Schritt.
Hinter Wald und Hügel
Steht mein rotes Roß.
Komm mit! Ich fasse die Zügel
Komm mit in mein rotes Schloß.
Dort wachsen blaue Bäume
Mit goldenen Äpfeln dran,
Dort träumen wir silberne Träume,
Die kein Mensch sonst träumen kann.
Dort schlummern seltne Genüsse,
Die noch kein Mensch genoß,
Unter Lorbeern purpurne Küsse
– Komm mit über Wald und Hügel!
Halt fest! Ich fasse die Zügel,
Und zitternd entführt dich mein rotes Roß.

§

Devi affrettarti però –

sette lunghe miglia

io faccio ad ogni passo.

Dietro il bosco ed il colle

aspetta il mio cavallo rosso.

Vieni con me! Afferro le redini –

vieni con me nel mio castello rosso.

Lì crescono alberi blu

con mele d’oro,

là sogniamo sogni d’argento,

che nessun altro può sognare.

Là dormono rari piaceri,

che nessuno finora ha assaggiato,

sotto gli allori baci purpurei –

Vieni con me per boschi e colli!

tieniti forte! Afferro le redini,

e tremando il mio cavallo ti rapisce.

HERMANN HESSE

Published in: on giugno 19, 2011 at 07:02  Comments (2)  
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