Dalla ferrovia

 
In questo…
mattino stupendo
colmato dall’azzurro
del cielo assaporo
i  profumi d’un tempo
Rivedo…
la gente distesa, e sopita,
i bagnanti che
s’avviano al mare
col loro soffuso vociare
Le barche all’ormeggio
nelle acque quieti
ed il treno…
che passa sinuoso
col  fischio armonioso
tra il mare e le case
I bianco/rosa oleandri
attaccati alle mura,
e  della fontanella,
il gioco continuo
dello zampillo
Un quadro finito
dai tanti colori
da immortalare su tela…
da un valente pittore

Ciro Germano

Il vaso

C’è un piccolo amico
nascosto nel mio taschino
che porto sempre con me
quando vado a passeggio
sugli asfalti assolati della vita
Se parlo o rido
lui ascolta in silenzio
e sente passare la gente
mentre fingo interesse
al confuso brusio della strada
oppure sonnecchia
e si accomoda piano
in un fresco giaciglio di pensieri

Ma un mio palpito può risvegliarlo
e accende di stelle i suoi occhi
ad ogni tuo incontro prezioso e raro
Allora gli freme dentro
quella voglia di uscire
portando di corsa il suo vaso
E’ una coppa di pura bellezza
una giara ricolma di baci
da versarti e con quelli coprire
le tue ciglia curiose del mondo
e ogni ciocca mossa dal vento
e poi calde le tue mani d’avorio
con le dita dalle unghie gentili
e se mai ne avanzassero ancora
tutte di baci riempire
le piegoline del tuo sorriso

C’è un piccolo uomo
proprio lì sul mio cuore
Ogni volta rimane rinchiuso
schiacciato e senz’ali
sul fondo di un alto taschino
Quando vai e mi saluti
lui resta abbracciato a quel vaso
carezzandone il chiuso sigillo
Poi ritorna al suo posto
a nascondersi quieto
nel confuso brusio della strada.

Fabio Sangiorgio

Il tessitore

Ripasso la trama,
rintreccio l’ordito,
fornisco armatura
alla tela di lino;
dono vigore
a drappi di raso.

Mescolo fili
di tinte distinte.
Offro più tono
alla stoffa pregiata,
rivesto di nuance
gli sguardi in velluto.

Invento disegni
di segni mai visti,
per indisiare
nuove figure,
per concepire
ricami preziosi.

Tesso e ritesso,
i licci danzanti
col filo in viscosa
di morbida mano.

Tesso e ritesso,
la navetta
incerata,
genero e filo
denari e discorsi,

Traccio e ritaglio,
la maschera in seta
e affronto passanti,
passerelle ed astanti

Flavio Zago

Chiusi gli occhi

Ecco ho chiuso gli occhi
e spenta la luce all’étagère delle mie acque in stanca.
Senza sapere perchè ho chiuso anche il cassetto al comodino,
senza sapere perchè,
perchè dentro non c’è niente,
dentro neppure un pensiero
una piccola lettera d’amore
dimenticato tutto in altre penombre.
Ecco sono rimasto al buio
ad occhi chiusi
senza sapere perchè.

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 27, 2011 at 07:19  Comments (4)  
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I rumori dell’alba

Come è forte il rumore dell’alba!
Fatto di cose più che di persone.
Lo precede talvolta un fischio breve,
una voce che lieta sfida il giorno.
Ma poi nella città tutto è sommerso.
E la mia stella è quella stella scialba
mia lenta morte senza disperazione.
SANDRO PENNA
Published in: on giugno 27, 2011 at 07:03  Comments (2)  
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