Un po’ di riposo

Sì, cari amici del Cantiere, ci prendiamo un po’ di riposo estivo, una pausa come quella dell’anno scorso, giusto per ricaricare le batterie e consentire (a chi può) di godersi le meritate ferie agostane. Torneremo a pubblicare le vostre poesie il 21 agosto, con la normale programmazione del nostro sito. Nel frattempo il Cantiere non sarà inoperoso: ho pensato che in questi venti giorni c’è giusto il tempo per fare un omaggio, una poesia al giorno, ai poeti illustri delle nostre regioni. Questo è pur sempre l’anno delle celebrazioni per il 150° dell’unità d’Italia, e vorremmo accomunare le voci provenienti da tutti gli angoli della Penisola per dare risalto alla ricchezza di ingegno e alla straordinaria vitalità poetica di cui il nostro paese ha dato prova nei secoli. Molti saranno i nomi noti e affermati della poesia dialettale ed in lingua della nostra letteratura, ma altri saranno delle vere e proprie scoperte, poeti di regioni a torto trascurate, realtà minori ma altrettanto degne di essere conosciute ed apprezzate. E’ un viaggio estivo attraverso questa Italia che mai come in questo momento ha bisogno di sentirsi unita, concreta, solidale. Che almeno lo sia nel fertile campo della poesia! Buon Ferragosto amici.

Il Cantiere

Published in: on luglio 31, 2011 at 08:00  Comments (12)  
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Incontrarsi

E’ tornata mattina. La luce inonda la stanza,
approda sul letto, che sfatto. ancora racconta.
Quanti sogni si sono avvicendati in una sola
notte. Quanto amore non consumato ma esaltato
nella notte senza sonno. Senza lei.

Un gallo mi canta e un merlo già chiede il suo
cibo quotidiano, ma io ancora non scendo dal letto.
Distendo le membra e sorrido pensando,
è finita la notte del sognare ed il giorno mi attende
con nuovi impulsi, con gioie da provare,
tutto sarà incredibile e vero.

Dalla finestra aperta l’aria si affaccia, rinfrescandomi
il viso. Dalla mano aperta scendono nel prato
delle briciole e il merlo ringrazia cantando.
La radio trasmette suoni e voci, i rami degli alberi
si muovono e le foglie iniziano a cadere e il tempo
passa, accompagnandomi lentamente nel sentiero
che conduce al trepido incontro.

Poi la notte ritornerà insonne, con i suoi sogni misteriosi,
consumando, con gioia, pensieri reconditi per poi
avvolgere in un turbinio di emozioni, sempre nuove,
la mia anima, ubriacandomi di speranze e di tenerezze

Marcello Plavier

Acrostico su Oscar

O  Oscar,  onirico  ossessionante  ossimoro  ondulato,

S esquipedale  segretario  sletterato,  sempre

C acciatore,  cosmogònico  coriandolo  coriaceo che

A naliticamente  ardiresti  abusivi  amplessi; asciugacapelli

R ivoluzionario,  referenziato  rompiscatole  recidivo,

D onaci  dodici  decagrammi  di  drammatici  dondolamenti;

E rgiti,  epigastrico  esarca  edonista,  euforicamente

P arlaci,  podàgrico  pensatore  al  plenilunio! 

A nsiosamente  attendiamo  i  tuoi audaci  arringamenti,

U ltrasinistrico  ultramoderno  urogallo!  urge  urlare

L iriche  laude,  licenze poetiche,  lecizi,  litoti  e  lasse!

I eratici  e  incompresi,  innalziamo  inni  incancellabili!

Sandro Sermenghi

n.d.r.:  Colgo qui l’occasione, anche a nome di tutti  gli amici del Cantiere, per salutare con simpatia Oscar De Pauli, segretario e animatore del Circolo “La Fattoria” di Bologna, che abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente l’anno scorso in occasione della riunione conviviale di San Casciano Val di Pesa, ringraziandolo per il suo invito a rinnovare l’incontro in terra emiliana. Purtroppo l’incontro non si è potuto concretizzare questa primavera per le tristi vicende che voi tutti sapete, ma non disperiamo di poter organizzare in futuro una spedizione in quel di Bologna per ritrovarci quanto più possibile numerosi e rinnovare il nostro sodalizio di poesia e di amicizia nato sulle pagine di questo Cantiere. Un grazie ad Oscar e a Sandrèn, e naturalmente anche a tutti gli altri poeti felsinei!

GUERRIERI

In amore a volte ci sono dei cambiamenti che ci danno l’aspetto dei guerrieri, ma se non lo siamo nel cuore, tutto è vano

Pierluigi Ciolini

Published in: on luglio 31, 2011 at 07:30  Comments (3)  
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Là dove il cielo non rischia la morte

Là, dove il cielo non rischia la morte
ma astro dopo astro si rinnova,
esisterà io spero un qualche lembo
nel quale ci si possa riparare.

Noi uomini a volte siamo fatti così,
crediamo di domare ogni fiera
ma scontiamo il bisogno della frusta
ed accettiamo l’imprevista resa.

Cade, nel tempo, la lucente spada.
Lo scudo, adesso, è da adoperare
e diligenti nella fila indiana
si va tutti alla clemenza ambita

là, dove il cielo non rischia la morte.

Aurelio Zucchi

Published in: on luglio 31, 2011 at 07:24  Comments (2)  
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Guerra, povertà

 
Non ho parole
che non siano già state dette
che non ripetano
ancora e ancora
lo stesso suono senza passione,
senza compassione,
vuote come il cuore
di chi da una poltrona,
un divano,
critica e pianifica e si strugge.
E allora taccio
chè preferirei sentirlo da solo
questo dolore,
che mi pungesse dentro
senza nessuno a guardarlo
senza doverlo commentare
per forza o per apparenza,
perché non ho parole
che non siano solo
aria vibrata
che torna nel vento.

Gian Luca Sechi

Published in: on luglio 31, 2011 at 07:13  Comments (3)  
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La canzone di Marinella

Questa di Marinella è la storia vera
che scivolò nel fiume a primavera
ma il vento che la vide così bella
dal fiume la portò sopra a una stella

sola senza il ricordo di un dolore
vivevi senza il sogno di un amore
ma un re senza corona e senza scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta

bianco come la luna il suo cappello
come l’amore rosso il suo mantello
tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone

e c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c’era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

dicono poi che mentre ritornavi
nel fiume chissà come scivolavi
e lui che non ti volle creder morta
bussò cent’anni ancora alla tua porta

questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno , come le rose

e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose.

FABRIZIO DE ANDRÉ

Porre un freno alla stoltezza

 
Non serve indossare
alcun salvagente
quando l’onda nera arriva
e spazza via ogni speranza
anche l’ora di sole mesta fugge
e dopo attimi che durano secoli di terrore
si torna a contare i morti
si torna nella trincea della vita
ad aspettare un segnale di ripresa
che sembra rimanere avvolto nel nulla
certo la natura è imponderabile
non si può prevedere l’entità di un terremoto
né la vastità di uno tsunami
ma porre freno alla stoltezza
alla corsa folle dell’energia nucleare
è necessario quanto l’aria che respiriamo
se non vogliamo davvero
scavarci col plutonio la fossa indistruttibile
per la somma di tutte le vite e i lustri futuri
fra 24.000 anni non oso immaginare
chi possa ancora disseppellire scorie fra le macerie
della nostra imbalsamata umanità.

Roberta Bagnoli

Rimpianto

Resto lì con la mano sospesa
tra sogni deragliati
lucidi di pioggia i binari
rimandano promesse
ad ogni saluto e partenza.
Nel ritorno vuoto
accanto a me quel posto
è solo un sedile sfilacciato
colmo di assenze.
Folla invisibile
intrisa di follia in
attesa parsimoniosa
di nuovi giorni da vivere
con disciplina
senza un guizzo
che abbia sapore
se non il rimpianto
di non aver vissuto.

astrofelia franca donà

PER UNA CIOTOLA D’ACQUA

Per una ciotola d’acqua offri un buon pasto. Ad un gentile benvenuto inchinati con ardore. Per una semplice monetina restituisci oro. Se la vita vuoi salva, non salvaguardarti. Così osserva le parole e le azioni del saggio. Ogni minimo favore ricompensa dieci volte. Ma i veri nobili sanno che tutti gli uomini sono uguali, e lietamente ricambiano col bene il male ricevuto.

MOHANDAS KARAMCHAND GANDHI