Aiuole

Aiuole obliate gialle d’erba, sa
un cupo brusio smuovervi, allusione
ad altre estati, cetonia blu-violetta,
enunciando noumeni oscuri: tutto fu
sarà ed è in circolo: dunque è sempre
presente nelle eterne senescenze
e effervescenze d’ere, nel serpente

ITALO CALVINO

Il re

In questa voluttuosa meraviglia
dove gorgheggia l’atomo pensante,
si muove un verso,
vaga a casaccio
oppure c’è qualcuno
che lo prende per mano
e lo conduce.
Cerca alloggio nei cuori,
entra dagli occhi
dall’udito
dal profumo di pori della pelle…
non guarda le tendenze
del cuore concupito,
non si accorge di brogli,
non ascolta
il senno che lo sgrida,
anzi diventa ardente,
caccia dalla dimora
legittimi inquilini
e con la prepotenza invade il regno.
Nei profondi abissali
dove l’anima cerca un appiglio,
il pensiero conduce alla sua porta,
s’inchina al suo cospetto
e lo proclama re.

Giuseppe Stracuzzi

Figlia

Se avessi scelto
un momento diverso
avresti avuto
gli occhi di un altro colore,
se non fosse stato
quella sera
avrebbero mandato un altro,
sarebbero passati giorni,
mesi,
anni,
avresti abitato un’altra culla
magari di foglie
oppure di neve,
unica
oppure ultima di sette
marmocchi.

Adesso saresti
appoggiata ad un altro grembo,
più felice
o sconsolata,
cercata
o non amata.

Ma scegliere non vale.

Se avessi scelto
ti avrei voluto
esattamente uguale.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on luglio 2, 2011 at 07:14  Comments (3)  
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Ove il pensiero va

 
Da un ricamo di nuvole la luna fa capolino
e lucciole di stelle accendono e spengono
un brillar di sogni fra illusione e fantasia.
Un fruscio di profumi mi raggiunge dai tigli.
Era di ieri il sorriso
ora nascondi fra l’erba il viso cui rassomiglio.
Sento una voce, la tua
ma ho perso la mano che forte stringevi piano
a condurmi ogni giorno fra giochi e tenerezza
nell’alveo del mio scorrere verso il domani.
Svanisce la luna e le stelle si velano di nuvole.
E’ buio il cielo.
Sola, penso e non vedo.

Elide Colombo

Fredde gocce d’inverno

Gocciola fredde gocce d’inverno
il paradiso disteso sul monte.
Come una mano gelata, accarezza
cime e pendii…E scalda il mio cuore.

Cogli ermellini, candidi manti,
sembrano andare – gli abeti – al passare
di teleferiche, come sospese,
spinte dai soffi di gelidi fiati.

Voli biancastri sul fondo azzurro
passano in alto da un picco ad un altro:
si fanno ombre che corrono via
sopra il mantello incantato del gelo.

Di pace intensa il bianco profumo
scivola libero per ogni dove.
L’eco trascina per tutta la valle
lo jodler trapunto di stelle alpine.

Una ad una rispondono l’orme
con lo strumento fragrante dei passi:
un suono lieve di fiocchi pressati,
di leggerezza di paradiso.

Armando Bettozzi