Solitudine

La solitudine mi permea improvvisa,
tra folle di voci stridenti
tra cantilene d’imbonitori e maghi,
tra tutto ciò, il niente m’inghiotte.

Sono uccello dall’ali impaurite,
zampetto e non fuggo, dentro il mio nido.
Sono sociale per vigliaccheria,
sono fratello per vestire stampelle
e se solo il mio specchio trovasse
estensioni nascoste,
mi lascerei condensare nel tempo,
cedendo alla carne insaziata
l’ effimero gusto del tetro banchetto.

Ma porto pane caldo, porto vino novello
e un connaturato egoismo
che fa donare infiniti sorrisi.
Così, lentamente mi lascio a me stesso,
e m’abbandona anche la solitudine.  

Flavio Zago

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6 commentiLascia un commento

  1. Bellissima sinceritè, cantata da un grande, Rosy

    • corrige “sincerità”

  2. Trovo nella chiusa, la chiave.
    Grazie, Flavio.
    Graziella

  3. Una solitudine che pare essere costante, ma che poco a poco invece si dissolve nel mostrarsi come si è veramente.
    Molto bella, colma di sincerità
    Patrizia

  4. Molto bella Flavio, complimenti!

  5. Condivido appieno quel senso di abbandono dolce e struggente ad un tempo alla solitudine.Tinti


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