Pettirosso

PETIRROJO

Canta el petirrojo en diciembre

como en tiempo primaveral

florecen las violetas

aunque estè  nevando

aunque estè  llorando

aunque estè  temblando

aunque estè  muriendo

aunque estè  matando

sabes tu por que mi amor?

§

Canta il pettirosso in dicembre

come nel tempo primaverile

fioriscono le violette

anche se sta nevicando

anche se sta piangendo

anche se sta tremando

anche se sta morendo

anche se sta ammazzando

sai tu perché amore mio ?

MANUEL VÀZQUEZ MONTALBÀN

Published in: on luglio 25, 2011 at 07:47  Comments (3)  
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I funamboli del cantiere

Questa mattina ci sono i funamboli
a camminare in bilico sull’asta
lunga verde metallica della gru.
Guarda verso la mia finestra
che ho aperto all’aria di maggio
ad ogni passo inclina il corpo
da un lato poi dall’altro per l’equilibrio
da tenere per non cadere
Lo guardo testa all’insù
controllo se la sua sia coperta dal casco
e se è legato non so
Vorrei fare un applauso come al circo
a questo spettacolo senza rete
a sorpresa inaspettato stamattina
che riprendono i lavori al cantiere
Ma temo di disturbare
di farlo cadere
Accosto i vetri dalle mezze tende
con gli uccellini che si baciano e i fiori
fatte all’uncinetto da Gina
che ora è alla casa protetta
e non sa più usare le mani
e si annoia tutto il giorno
Ma quando sarò fuori quando scenderanno
dalla gru glielo dirò
bravi voi che salite a mezz’aria
senza applausi e senza rete
senza mai applausi e pubblico
e quanti senza protezione
hanno lasciato in cantiere la loro vita

azzurrabianca

La Vita

Non risalgono alla fonte
torrenti di montagna
Lo scorrere della vita
è come l’acqua che cammina
La sua fonte è il cielo
sorgente sempre viva
che si insinua
nell’anima
trasforma in sostanza i pensieri
in fiori i semi portati dal vento
Nel mistero divino
avvolge sensi nascosti
illumina giorni attesi
dà coraggio forza
ti sorregge con mano amica
L’acqua si ingrossa
come i tuoi problemi
Il fiume cresce e va fino al mare
Così i tuoi sogni e desideri
di giorni giovani quando
ti bagnavi i piedi nel torrente

Giuliana Angeli

L’acqua salutava come una Regina

Scorreva, fuggendo dai raggi gentili –
I raggi si distinguevano
Vicini – senza toccarsi
Senza potersi allontanare

Noi – attenti al nostro fiato
Aspettavamo quel soffio troppo leggero –
E di farci sapere
Che si rovesciava su di noi
Con un sorriso di voliera senza lucchetti

Senza poterci toccare
Senza poterci allontanare –
Come i raggi – che fotografavi
Mentre sognavo di essere
Per un secondo eterno – il fiume

Nicole Marchesin

Published in: on luglio 25, 2011 at 07:13  Comments (3)  
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Tempi moderni

Se fossimo certi d’una rosa di maggio
come del clangore secco della chiave
nella toppa d’un vecchio castello,
se riesumassimo le spoglie
d’un Congresso di Vienna
o d’una Controriforma,
potremmo allora intavolar discorsi
recidivi con prosopopee barocche
e false immagini  di sicumere certezze.
Ma niente è più al suo posto.
Frutta e verdura fuori stagione
mischiate a cristalli liquidi
segnano il tempo che sfugge
ai calcoli attenti dell’orologio della torre.
Monitor come segugi dall’odorato fine
seguono l’anima ormai senza veli
quando scantona nel vicolo cieco.
è tutto un viavai in punta di piedi
per non perdere niente.
Orientarsi è come giocare a battimuro
con la bussola rotta.

Lorenzo Poggi