Amo in te

Amo in te

l’avventura della nave che va verso il polo

amo in te

l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte

amo in te le cose lontane

amo in te l’impossibile

entro nei tuoi occhi come in un bosco

pieno di sole

e sudato affamato infuriato

ho la passione del cacciatore

per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile

ma non la disperazione.

NAZIM HIKMET

Gatti innamorati

Miagolano i gatti
amore al vento
sotto gli alberi e sulle terrazze.
Una musica straziante e lamentosa
si diffonde nell’aria
luminosa e fredda di Febbraio.
Non abbaiano i cani
quasi spauriti
dai pianti amorosi
degli ancestrali nemici,
e sono in ascolto
meno nervosi e più mansueti,
anche se passa uno sconosciuto.
Intanto indaffarata prosegue
la vita dell’uomo:
rumori di macchine,
canzoni alla radio,
un bambino che piange,
porte che sbattono.

Ora tacciono i gatti innamorati.
Al crepuscolo si risveglierà
l’istinto primordiale della vita
e i lamenti si faranno più alti.
Sarà la notte pietosa
a chiudere il loro concerto.

Nino Silenzi

Il treno

 
 
 
Ferrigno fischia a ghermir l’orizzonte
inghiotte i campi, fende la montagna
ma nel suo ventre solo poche anime
van consumando un boccone di vita
nel rosario di aurore su cui scende
prematuro il tramonto, abbozzolando
larve di desideri .
In queste vite vedo
rispecchiarsi la mia
che spesso inciampa in giorni sbagliati
quando non so afferrar la fantasia
pur se la sento volteggiarmi intorno
in bolle d’ozio….e stento a catturarla
sul foglio vergine….e il pensiero fiaccato
costretto da inferriate di ovvietà
cerca annaspando rapprese emozioni;
sogna atmosfere perpendicolari
smarrite qua e là nei vuoti a perdere.
Mentre ferrigno svetta incontro al tempo
ove il sogno si schiude alla realtà
là fuori petulanti mosche tracciano
macabre danze sugli spot in fuga
titillanti menù che gettan brume
su cervelli all’ammasso.

Viviana Santandrea

A te acqua

 
Essenza, che scorri come il sangue
come il pensiero, mia certezza
sei la vita, e piangi emozioni
TU LIBERTA’
Fecondi equilibrio, trasparenza,
ti livelli  in  superficie a specchiare
dintorni, bellezze e doni  anche al chiuso
scenari  in cavità estremi
gioiosa
come l’aria t’involi  a cotonare spazi
stilli in trasparenza
e nutri l’eterno

Rosy Giglio

Circa

Volevo scrivere di risa
farne fili
da stenderci la pena ad asciugare
_________________la pioggia
ha intriso il muschio del basalto
e tra le righe restano gli addii.

Al di qua dei lampioni
segnalo un molo di quietanze
bitte e gomene vane
nessuna barca naviga il cortile

Un tempo d’altre vite
_________________ era la scia
che si chiudeva dietro
andavo
e non sapevo smettere d’amare.

Cristina Bove

Published in: on luglio 27, 2011 at 07:03  Comments (8)  
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