Porre un freno alla stoltezza

 
Non serve indossare
alcun salvagente
quando l’onda nera arriva
e spazza via ogni speranza
anche l’ora di sole mesta fugge
e dopo attimi che durano secoli di terrore
si torna a contare i morti
si torna nella trincea della vita
ad aspettare un segnale di ripresa
che sembra rimanere avvolto nel nulla
certo la natura è imponderabile
non si può prevedere l’entità di un terremoto
né la vastità di uno tsunami
ma porre freno alla stoltezza
alla corsa folle dell’energia nucleare
è necessario quanto l’aria che respiriamo
se non vogliamo davvero
scavarci col plutonio la fossa indistruttibile
per la somma di tutte le vite e i lustri futuri
fra 24.000 anni non oso immaginare
chi possa ancora disseppellire scorie fra le macerie
della nostra imbalsamata umanità.

Roberta Bagnoli

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4 commentiLascia un commento

  1. Cara Roberta “porre un freno alla stoltezza” sarebbe ora. dai voce a un tema che riguarda l’umanità, grazie, ti abbraccio Rosy

  2. Cara Roberta,

    questa stoltezza è nata prima di te, a fini bellici.
    Poi pian piano è stata rivolta la ricerca anche a fini industriali ed energetici, facendo il grossolano errore
    per non aver considerato che i vantaggi sarebbero stati
    inferiori di gran lunga alle conseguenze e agli effetti collaterali. L’umano è fatto così procede con empirismo
    stolto: niente è sicuro nelle sue ricerche. Le loro colpe ricadranno sui discendenti ché ormai anche se si
    porrà fine alla stoltezza (col sénno del poi) non si
    potrà mai più giungere alla normalità: siamo come un cristallo rotto/spezzato potrà mai essere come prima?
    Comunque hai trasfuso con tutta la tua passione in questa stupenda poesia tutto ciò che condividiamo all’unìsono.

    Un abbraccio, Paolo.

  3. Brava Roberta, condivido questa poesia con tutto il cuore.
    Mi associo al commento di Paolo.
    Un abbraccio
    Graziella

  4. Mi accodo a quanto già detto e che condivido pienamente
    Splendida poesia Roberta, complimenti
    Patrizia


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