L’anima dell’acqua

Forse troverai ancora la quaglia

acquattata nel ciuffo di stoppie

secche sull’argine del greto

a difendere l’ultimo nido.

Ma non avranno i nidiacei

che spighe abortite, pozze

crettate alla canicola del sole.

Un tempo sterminate messi

ondeggiavano al favonio estivo,

quando i dauni capanne rotonde

alzarono lungo i fiumi barattando

anfore colme di grano coi vicini.

Qui dove per tratturi di fango

torme di schiavi passarono trascinandosi

donne e bimbi magri come greggi,

fra giunchi marci bufali villosi

muggono immersi fino alle corna.

E l’acqua ha l’odore delle cose

morte attorno al fico contorto

solitario tronco sull’immobile

ristagno d’erbe putrescenti.

Un giorno forse dallo spirito del cielo

l’anima dell’acqua scenderà sulla terra.

CRISTANZIANO SERRICCHIO

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2 commentiLascia un commento

  1. Trovo che sia una poesia molto amara, che mette in evidenza come i cambiamenti del tempo hanno rovinato una zona già difficile da vivere ma nello stesso tempo colma d’acqua pura. Mi fa quasi pensare al declino della vita, da quanto nonostante le difficoltà le persone avanzano e lottavano per vivere ad ora che invece di avere più possibilità tutto è andato peggiorando.
    Grazie, bella proposta
    Patrizia

  2. Si, molto amara ma, bellissima.
    Graziella


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