Lascia cantare la mia speranza

I fiori che ti porgo
con mia premura sciocca,
non sono per omaggio alla bellezza
né per mostrarti un sintomo d’amore.

Lo sguardo che ti porgo
con qualche ansia in più,
trascini ai tuoi piedi antiche pene
e al tuo perché le mie nuove paure.

Se ora ascolti le mie grida,
non aprire il tuo sorriso amaro
in un’amorfa smorfia nera
e lascia cantare la mia speranza.

Accogli le rose che ho sottratto
alle narici d’una donna ignara,
annusa il retrogusto della vita
e, per un istante, scopriti inutile.

Poi, rimani ancora più lontana
e non seguire presto le mie orme.
Assaporo tardi le gioie della vita
ed oggi ti rifiuto, o morte…

Aurelio Zucchi

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3 commentiLascia un commento

  1. QUESTA VOLTA SUL SERIO ANCHE SE LE CERCO NON LE TROVO..LE PAROLE ,SONO SENZA FIATO ,AURELIO!

  2. Un vero incanto questa tua poesia, dove la speranza chiede libertà di poter ancora essere forte e sentita. Un dialogo con la morte, affinché se ne stia lontana e lasci la possibilità di poter assaporare le gioie della vita. Splendida, bellissima e fortemente emozionanate
    Ciao, Patrizia

  3. Leggevo e leggevo, incantata, pensando ad un amore; poi, l’ultimo verso, anzi, l’ultima parola e son rimasta allibita. Splendida!
    Sandra


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