Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchi mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre bette il piede dei cavalli!

SALVATORE QUASIMODO

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5 commentiLascia un commento

  1. Come sei più lontana della luna..in passato non la capivo ,ora si.Bellissima!Tinti

  2. Malinconicamente dolce. Bellissima. Patrizia

  3. “Finita è la notte e la luna
    si scioglie lenta nel sereno,
    tramonta nei canali.”
    bellissimi versi
    Giuseppe

  4. In questa poesia si esalta la sacralità della memoria. È sacra la memoria nei poeti, perché essa rappresenta il luogo più che privilegiato dell’ispirazione. Oggi noi siamo così perché conserviamo in noi ogni attimo della vita vissuta che, in ogni momento, può divenire, attraverso l’utilizzo di figure retoriche, motivo di confronto con il mistero dell’esistere, delle tante domande sempre disattese e il conseguente turbamento che sfugge al controllo della logica e scivola inevitabilmente nell’inquietudine del vivere. Per Quasimodo, in questa poesia, la memoria è l’unico varco aperto verso la solitudine, quando, al cospetto del presente, avverte irrimediabilmente l’urto del passato, vissuto in terra di Sicilia, ricchissima di storia e di mito aperto ai richiami innumerabili della grecità. Il Poeta trasporta in questa poesia, come in altre, ove chiaro se n’avverte l’eco, questa pregnanza di cultura.

    Un’altra notte è passata, ai primi albori del giorno la pallida luna tramonta nei canali d’acqua che attraversano Milano. I prati della Lombardia sono tutti verdi, il mese di settembre è ancora vivo: vola così la nostalgia alla sua terra del sud e ricorda la stessa vivacità di quelle valli a primavera. Un amore lontano riaffiora alla sua memoria, un volto di donna per la quale ha lasciato la lieta compagnia e ha nascosto il suo cuore tra le mura di casa, perché la solitudine alimenta e aiuta i ricordi. È solo un attimo, il ricordo urta contro la realtà, quel tempo è lontano, come lontana è la sua terra. La donna amata in gioventù è ora più lontana della luna che si è come dileguata alle prime luci del giorno, in quell’ora quand’egli sentiva i piedi dei cavalli battere sulle dure pietre della vita. È questa la sua considerazione definitiva: un varco che s’era appena aperto, ora con amarezza si chiude nella sua triste condizione di esiliato.

    Ho fatto accenno all’utilizzo delle figure retoriche nella poetica, ne trovo tante in questa poesia quasimodiana, ne cito qualcuna:
    – la luna che si scioglie è una metafora del suo tramonto;
    – lenta fa allitterazione con la luna, per rafforzarne il contatto;
    – come nelle valli del sud a primavera è similitudine;
    – ho nascosto il cuore dentro le vecchie mura è la metafora del desiderio di solitudine;
    – più lontana della luna è iperbole tesa a indicare l’irrecuperabile passato rimasto ormai solo un ricordo;
    – la chiusura della poesia è affidata all’onomatopea, che in questo caso, mediante l’uso di appropriati elementi lessicali, crea l’imitazione fonetica; per cui, leggendo il verso, pare davvero sentire il forte rumore del piede dei cavalli che batte sulle pietre.

    Finita è la notte e nel cielo sereno tramonta la luna scendendo nei canali.
    E’ così vivace il settembre (l’autunno) in lombardia, così verde come al sud in primavera.
    Ho lasciato gli amici e mi sono rinchiuso in casa per pensare a te, per ricordarti.
    Ora che sale il giorno, che cancella l’intimità dei pensieri tipica della notte, sei più lontana della luna al tramonto; mentre la vita ricomincia al ritmo degli zoccoli dei cavalli che battono sul selciato.

    Questa bellissima poesia scritta dal poeta siciliano Antonio Quasimodo, si può dividere a mio parere in due parti: una parte nostalgica poiché parla della sua terra natia lontana perché lui si trovava in quel momento a Milano, e in seguito, parla del suo lontano amore.
    All’inizio, narra che la notte e di conseguenza la luna si stava impallidendo lentamente nel cielo che si schiariva; questa luna tramontava nei canali.
    In seguito ci illustra il suo paesaggio che vede fuori dalla finestra.
    Infatti ci descrive che i prati in Lombardia sono tutti verdi in settembre, cosa che lui paragona nel dire che sembravano le valli del sud durante la primavera.
    Successivamente, il poeta comincia ad invocare la sua donna dicendo che aveva lasciato i suoi compagni per restare con il suo cuore dentro le vecchie mura della sua casa, per contemplare il ricordo della sua amata.
    Per questo motivo ora che si stava avvicinando il mattino poiché ascoltava i silenziosi passi del trotto dei cavalli, la sentiva più lontana della luna.
    A me questa poesia è piaciuta molto perché in poche righe questo poeta è riuscito a descrivere il momento della vita che stava vivendo in quest’epoca di confusione come in questo caso il Novecento.
    Questo mi fa capire quanto un poeta riesce a cogliere dalla vita gli attimi più belli anche se con un poco di nostalgia, per dimenticare o affrontare quei momenti di difficoltà che ogni essere umano incontra in ogni giorno.
    Inoltre, sempre tramite questa poesia, sono riuscito a capire che ogni poeta possiede un animo sereno ma nello stesso tempo nostalgico.

    • Complimenti Marika, vieni a trovarci più spesso!


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