Dolci acque sempre più rare

C’era una volta un fiume.
Adesso è solo un torrente.
Cascate e cascatelle sui massi
spruzzano ai lati millegemme
iridescenti, su piante, su fiori,
che, quasi di nascosto,
suggono  dolci acque
sempre più rare:
ignare corrono ancora,
ma sempre più piano,
sempre cantando  meno.
Ruscèllo per conche più ampie
di pascoli verdi, per fresche
pinete, abetaie fino a valle
croscianti in muggiti
d’armenti, tra greggi belanti,
presepi viventi
di baite, margàri
di villiche case, di genti lontane,
ora assenti…

Paolo Santangelo

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11 commentiLascia un commento

  1. Caro Paolo, questa poesia mi piace molto.
    E’ tutto amaramente vero, non c’è più l’acqua di una volta: limpida e scrosciante. Ora, in questo tempo tutto è cambiato e i fiumi sono sempre più ristretti con acqua inquinata.
    I paesaggi di una volta sono scomparsi e io provo sgomento.
    Grazie
    Un saluto affettuoso
    Graziella

    • Cara Graziella,

      andremo sempre peggiorando, fino all’estinzione degli umani.
      Artefici di questo stato di cose.
      Grazie del commento,

      con affetto,
      Paolo.

  2. Anche io provo sgomento.

    • E’ uno sgomento generale, caro Lorenzo.
      Uno sgomento di tutti coloro che hanno ancora la testa sul collo, ragionando coi propri pensieri.

      Grazie per il commento,
      Paolo.

  3. Quanto è brutto vedere corsi d’acqua ormai ridotti a rivoli oppure completamente inquinati. Vedere splendidi paesaggi sparire giorno dopo giorno. Quanto è vera questa poesia..
    Ciao, Patrizia

    • Pat carissima,

      è veramente una cosa molto brutta vedere questi paesaggi
      ridotti ad una favola, vera, per spaventare i bambini.
      E noi stessi.

      Grazie del commento,
      Paolo.

  4. Quanta amara verita’,caro amico ,nei tuoi versi ,quanta..tinti

    • Cara Tintina,

      sono presepi viventi/di baite, margàri/di villiche case, di genti lontane,/ora assenti…
      L’allontanarsi dei giovani per la miseria e per la fame, ha anche collaborato al decadimento delle campagne e villaggi,
      in aggiunta alla rovina dell’effetto serra, creato dai senz’anima.

      Con affetto,
      Paolo.

  5. “C’era una volta un fiume.
    Adesso è solo un torrente”.
    Una favola vera. Purtroppo non é a lieto fine.
    A leggerla mette tristezza.
    Ciao Paolo
    cari saluti
    Giuseppe

    • Caro Giuseppe,

      sei un vero amico. Sempre generoso con gli altri.
      Hai proprio ragione: è una favola vera che mette tristezza.

      Con affetto,
      Paolo.

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