C’era una volta

una bambina riccia

smilza e curiosa

di lucertole e ragni

tesseva fili d’erba

con raggi di sole

grano e stelle in  cesti

accanto la notte

ma era sola

lasciata

per altro

mescolata

tra sassi.

Lei era ignara e felice

d’esser così unica

in quel  prato di papaveri.

Oggi donna sola

non tesse nè prega

si guarda paure

le osserva e le teme

le lancia attorno e

il mondo intriso e

dolente

le caccia

sul viso rigato.

Dov’è quella bambina

felice?

Occorrono secoli

d’ansie e ritorni

abbracci a iosa e carezze baciate

per vedere anche solo

i suoi capelli

scomposti in onde

di Maggio.

Tinti Baldini

Prima discordanza

una scaglia di luce infissa in petto
miracoli da strada
pagare concessioni all’esistenza
con eloquenza minima
mussitazioni sottopelle
i precetti del tempo e le dimore
sui bordi della vita

siedo a ridosso delle conseguenze
impigliata nel quantum temporale
quasi una sconosciuta
trovata addormentata nel salotto
l’indomani del giorno della festa

Cristina Bove

L’orologio

Horloge! dieu sinistre, effrayant, impassible,
dont le doigt menace et nous dit: Souviens-toi!
Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi
se planteront bientôt comme dans une cible;

ainsi qu’une sylphide au fond de la coulisse;
chaque instant te dévore un morceau du délice
à chaque homme accordé pour toute sa saison.

Trois mille six cents fois par heure, la Seconde
chuchote: Souviens-toi! – Rapide, avec sa voix
d’insecte, Maintenant dit: le suis Autrefois,
et fai pompé ta vie avec ma trompe immonde!

Remember! Souveniens-toi! prodigue! Esto memor!
(Mon gosier de métal parte toutes les langues).
Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues
qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or!

Souviens-toi que le Temps est un joueur avide
qui gagne sans tricher, à tout coup! c’est la loi.
Le jour décrôit; la nuit augmente; souviens-toi!
Le gouffre a toujours soif; la clepsydre se vide.

Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,
où l’auguste Vertu, ton épouse encor vierge,
où le Repentir même (oh! la dernière auberge!),
où tout te dira: Meurs, vieux lâche! il est trop tard!

§

L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,
ci minaccia col dito e dice: Ricordati!
I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore
pieno di sgomento come in un bersaglio;

il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte
come silfide in fondo al retroscena;
ogni istante ti divora un pezzo di letizia
concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.

Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo
mormora: Ricordati! – Rapido con voce
da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora
e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!

Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!
(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).
I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe
da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

Ricordati che il tempo è giocatore avido:
guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.
Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!
L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,
l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,
lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),
ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!

CHARLES BAUDELAIRE

E tu andavi…e venivi…

 
E tu andavi e venivi…
e poi sempre più breve era il tempo
che restavi;  e ogni volta sparivi
e portavi con te le mie viscere;
io restavo svuotata, svuotata ed appesa
di speranza ad un filo… attesa
di vederti tornare…e partire.
Che mi resta di quell’aspettare?
L’incalzare di albe e tramonti
cui vorrei dare un senso, eppure
quando ancora ti penso…mi senti?
Senti quanto è sottile il confine
tra il soffrire e la gioia?
Questa è vita;  non è certo noia
però………….è finita!
 
 A T T E S A
 
 Come ogni sera
tra le imposte scure
spio il tuo ritorno
 
e ingoio l’ansia
che mi frena …il cuore
fino a che
…si fa giorno.
  
A N C O R A   T U !!!
 
T’ho cercato
tra fantasie aggrovigliate
nella strana penombra
del meriggio.
 
Come evocato
da canto di sirena
riaffioravi dai flutti
dell’inconscio.
 
T’ho ricacciato,
per sottrarmi all’inganno
fra nebbiose memorie;
inutilmente!
 Sei ritornato,
scoperchiando il baule dei ricordi,
sulla busta ingiallita
di un vecchio madrigale.

Viviana Santandrea

Notte di lucciole e stelle

 
Chi vuole con me guardare
Il gioco delle lucciole
Nel buio intermittenti
La danza luminosa
Sorpresa agli occhi che alleggerisce?
Vorrei una presenza silente accanto
Che non faccia di me rapina
Chi qua con me vuole essere?
Scorro gli anni e non trovo che sogni
Momenti su momenti in cui
Ho desiderato accanto qualcuno.
Parlano sempre tutti di sé
Mi catturano nel loro mondo
Ma ad ascoltare in silenzio chi c’è?
Sono sola: il vetro aperto nella notte
Il capo reclinato sul braccio poggiato
Al finestrino chiusa nell’auto.
Sola con tutta questa dolcezza e libertà
Sarebbe talmente bello condividere
La pienezza di questa notte!
Chi potrebbe stare con me in questa
Sera di lucciole e stelle
Puntini luminosi nel buio
Chi se non il ricordo di te
Che mi eri accanto
Un prato in declivio nel buio
Come allora camminare sull’erba
Sederci accanto e vicini sentire
Che la bellezza del mondo ci illumina
Noi due soli sembravamo essere
Uniche creature sulla terra noi due.
La tua voce che un po’ declinava
Verso il basso e sfilacciava
In poche parole colme d’emozione.

azzurrabianca