Tramonto

Come una lampada si spegne il mio ardore,
come un fiore appassito il mio cuore reclina..
Mi sento inaridito, senza energie, senza aneliti.
I giorni della mia primavera sono fuggiti,
e l’anima mi rivela che la vita è come la rugiada
su una foglia e che al primo calore se ne va.

E’ giunto il tempo di notti insonni, piovose e tristi.
Scoprire che non sei immortale e che fantasmi
volteggiano intorno, come in un gioco chiassoso
e misterioso, rivelando quanti giorni ho sprecato,
quante notti ho stoltamente gettato al di la del dolore.

Forse è tardi per chiedere, e pretendere.
Davanti a me onde impetuose rumoreggiano
e, attendendo che esse mi accolgano,
abbraccio l’oceano intero, affidandogli
il mio segreto, la mia pena il mio orgoglio.

Chissà, forse sarò presto ospite del nero mantello,
che mi traghetterà nel mondo del nulla e del tutto,
lasciando così che i miei sogni e i miei canti
volino come uccelli gioiosi verso la nuova dimora

Marcello Plavier

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3 commentiLascia un commento

  1. …chissà sarò presto ospite del nero mantello…presago eri ,caro.Tinti

  2. Che bella, Marcello!
    Graziella

  3. Quanta amara consapevolezza in queste parole, mi colpiscono profondamente. Patrizia


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