Lorenzo…colpisce ancora

Cari cantieristi, ogni volta che esce una silloge dei nostri poeti sono costretto a ripetermi, ma è veramente un grande piacere annunciarvi la pubblicazione del nuovo lavoro dell’amico Lorenzo Poggi, ” Il cielo che aspetta “. Si tratta di una raccolta di liriche che spaziano su di una molteplicità di temi e rispecchiano i sentimenti, le convinzioni e le aspirazioni dell’autore, uno specchio fedele e sincero della sua essenza di poeta e di uomo. Ma perchè non lasciamo a lui stesso la parola? Qui di seguito troverete una sua breve presentazione, mentre il volume (che non vi potete far sfuggire) lo troverete a questo indirizzo web:

http://www.autorinediti.it/LibriCatalogo.asp?BookID=229

Il cielo che aspetta è in fondo al sentiero dei nostri buoni propositi. Il cammino si fa senza mediazioni, senza infingimenti: a tu per tu con la natura che non inganna e non può essere ingannata. Contando mentalmente le idee durante il cammino ed archiviandole come pietre a prova di schiettezza e sincerità. Perché così mi piacerebbe siano considerate le mie poesie: schiette e sincere ma pesanti come pietre che colpiscono e fanno pensare. Anche in questa raccolta ho preferito mantenere una suddivisione in capitoli tematici che sono poi le fonti d’ispirazione da cui traggo la linfa: Introspezioni – Pensieri – Paesaggi – Temi d’attualità. Si va dallo scavare senza pietà dentro sé stessi ai pensieri suggeriti da una realtà spesso crudele; dalla ricerca della pace interiore rivisitando paesaggi ai temi dell’attualità politica e sociale e della passione per la giustizia e la verità. è mia intenzione, infatti, usare la poesia per eliminare le tante maschere che servono a fuorviare la mente in modo da non distinguere tra recita e realtà. 

Lorenzo Poggi

Published in: on settembre 22, 2011 at 07:50  Comments (9)  
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Sera

Stanco si addormenta il mondo
avvolto dalla coltre della notte.

Riposa, caro, sotto le ciglia chiuse
distendi la curva schiena dei monti
chiudi le corolle dei fiori

Veglia una mamma sulla culla del bimbo
nella stanza di borotalco
Veglia una donna sola
rimpiangendo un bacio non dato
Veglia un infermo
catturando le ultime stelle

Lunga o breve che sia, la notte sfumerà
in un’alba splendente

E dare il buongiorno
sarà rinascere ogni volta
dal buio della notte.

Sandra Greggio

Published in: on settembre 22, 2011 at 07:45  Comments (8)  
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La mia notte

.
Mozziconi di stelle
ardono accesi
nel buio che tormenta
e seducente uccide
.
Ali smarrite
descrivono voli
riaccendono utopie
brillano solo un attimo
.
Negli occhi chiusi
il nero splende
liquido ed irreale
iridi colme di sogni

astrofelia franca donà

Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

ALDA MERINI

Published in: on settembre 22, 2011 at 07:32  Comments (3)  
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Morire di noi stessi

Senza reagire siamo entrati
nell’orrida fossa.
Privati di pensieri, di volontà
indossiamo i panni del vizio
che loro per noi hanno tessuto.
Calde e comode vesti nelle
quali viviamo pieni di noi.
Tepore che porta all’oblio
e ci chiude gli occhi sul male
che più non ci riguarda.
Abbiamo lasciato la dignità
a marcire e a saziare gli sciacalli
che di noi ormai sono padroni.
Troppo tardi giunge la certezza
che di noi stessi stiamo morendo.
Trasformati in schiavi da mercato
del consumismo ad ogni costo,
respiriamo l’aria fetida che noi
abbiamo creato e che lenta
ci uccide.
Gli occhi aprire vorremmo,
del prossimo la mano cerchiamo,
l’ultimo grido in gola s’arresta
soffocato dall’indifferenza
nella quale abbiamo bollito
le nostre coscienze.

Claudio Pompi

Il progetto

 
 
 
La sorella che aspetta
con la falce
la stagione della mietitura
non sunteggia
l’essenza di un pensiero,
il peso di un rimorso,
un sentimento…
nasconde i suoi programmi
dietro un velo
con la complicità
di tutti passeggeri al capolinea
perché nessuno
dell’altro campo
svela il suo cammino.
Un forestiero passa inosservato,
compie il ciclo
sotto gli occhi sereni
della folla,
il chicco seppellito nella zolla
spunta la testa
culmina man mano
nelle proficue spighe,
patisce il verso della molitura
compie la metamorfosi
e profuma
su desco apparecchiato
del progetto.

Giuseppe Stracuzzi

La vita

“La vita di ogni uomo è una favola scritta da Dio”

HANS CHRISTIAN ANDERSEN

Published in: on settembre 22, 2011 at 06:56  Comments (1)  
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