Lamentele…

Oggi non vedo il cielo
e le gambe
s’accasciano sull’uscio

Ieri l’acqua empiva cervello e cuore

Domani le mie mani
saranno ghiaccio
e la farina sfuggirà altrove

Tra un mese appassirà
l’oleandro bianco
e io con lui

Non si contano rughe
nè  tagli
e le vene paiono
strade di sale

L’altro ieri
mi sei apparso stanco...
oggi non ho voglia
di chetare…

Basta ora
è momento di
mangiare quella torta
che ho preparato
di curcuma e granturco
spruzzata a velo
lì sulla finestra
coperta di foglie
rosso fuoco.

Tinti Baldini

Ecco viene la sera

imbrunano i prati solitari,
le greggi si avviano al loro riposo
attraverso sentieri misteriosi.

Un raggio di sole illumina l’infinito.
L’oceano s’accende di rubini
e coralli, mentre le tue labbra, tumide.
s’avvicinano, dolci e vibranti,
donandomi calde sorsate di emozioni.

La notte copre, rapidamente,
l’immensa prateria,
i fiori reclinano il capo
in attesa della luce del mattino
che inonderà il mondo.

Allora i tuoi occhi fisseranno i miei,
iniziando una danza
di sguardi teneri e desiosi.
L’erba rorida di rugiada, si protenderà,
in attesa delle bianche greggi.

E noi veleggeremo, allora,
sulla cresta delle onde che la luce diffonde.
Attraverseremo vallate, montagne e oceani,
per raggiungere il nostro futuro,
il nostro destino, ricco di messi.

Marcello Plavier

Vecchio frac

E’ giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l’insegna
di quell’ultimo caffè
le strade son deserte
deserte e silenziose,
un’ultima carrozza
cigolando se ne va.

Il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo
dorme tutta la città
solo va un’uomo in frac.

Ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardenia nell’occhiello
e sul candido gilet
un papillon,
un papillon di seta blu
Lui cammina lentamente
con incedere elegante
ha l’aspetto trasognato
malinconico ed assente
non si sa da dove vien
ne dove va
chi mai sarà
quel’uomo in frac.

bonne nuite bonne nuite
bonne nuite bonne nuite

Buona notte
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va.

E’ giunta ormai l’aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco
tutta quanta la città
la luna s’è incantata
sorpresa ed impallidita
pian piano
scolorandosi nel cielo sparirà
sbadiglia una finestra
sul fiume silenzioso
e nella luce bianca
galleggiando se ne van
un cilindro
un fiore e un frac.

Galleggiando dolcemente
e lasciandosi cullare
se ne scende lentamente
sotto i ponti verso il mare
verso il mare se ne va
chi mai sarà, chi mai sarà
quell’uomo in frac.

Adieu adieu adieu adieu
addio al mondo
ai ricordi del passato
ad un sogno mai sognato
ad un’attimo d’amore
che mai più ritornerà.

DOMENICO MODUGNO

Rendiconti

Ci siamo persi in un mazzo di chiavi
che non aprivano nulla.
Ci siamo persi un mazzo di chiavi
che aprivano tutto.
Le cornici in attesa con cori presagi
circuivano tele poco propense.
S’accumulavano carte a scandire
lancette telate di ragno
e dondoli persi nell’infinità.
Il dietro che torna
non ha un buon colore
sa tutto di muffa e d’inutilità.
Ma se questo è il tempo
che ci è stato concesso
come cacciarlo
nella vetrina di coppe
vinte al torneo della stupidità?

Lorenzo Poggi

Appartenenza

 
 
 
Cosa posso scrivere
oggi che guardo il mio paese
alla vigilia di una festa storica
ancora non assimilata e osteggiata
da chi rifiuta la propria italianità
come se fosse la peggiore condanna
cosa posso dire a questi connazionali
ingrati che hanno lo stesso sangue
di Garibaldi, Mazzini, Mameli
e tutti gli altri, nessuno escluso
e se parlano lo devono proprio a loro
avessero almeno la compiacenza di guardare
e composti, civilmente educati rispettare
il nostro quieto ed orgoglioso moto di rivalsa
che vedano sventolare il vessillo di gioia
verde, bianco e rosso
che lo vivano poi come un funerale
poco importa, ma sappiano
che noi siamo vivi e consapevoli
i morti sono altrove,
eroi intoccabili e magnifici
non danno fastidio più a nessuno
vivono nel ricordo per l’eternità
la resurrezione tocca solo ai puri
a chi crede nel sacro valore
della giustizia, della libertà
dell’amore e dell’unità, valori
per cui vale sempre la pena morire.

Roberta Bagnoli