Il valzer del dolore si balla da soli

non basterebbero i petali di mille rose rosse
per raccontare il dolore
pesante e leggero negli occhi
di chi pure ti guarda con stupore
e non
capisce ma fa segno di assenso
al tuo continuo cambiare discorso
su chi
è andato ma resta macigno solo tuo
sul petto smagrito
ed è come dare le
tue lacrime perle
a porci umani
che allungano le mani fin dove è
possibile
perchè non basta l’amore per dimenticare
non basta il tentato
odio
per dissipare questi sospiri compiaciuti
convinti di aver capito
tutto
quando tu vorresti soltanto un piccolo sisma
solo tuo che ti
inghiotta finalmente la terra
il resto ‘affanculo

Non basterebbe
sorriso compiacente
di chi
suggerisce e consiglia e
guarda altro
nè occhi spremuti
d’asssenzio
o bocche lacere di
dolore
non ci sono
ragioni nè
testa
non vale quel lucido
pensare
logico di matematici assertivi
non serve inno all’amour
ma macerare
in santa pace
il male
al petto
di visceri
squassati
che vogliono
requie
e non la trovano.
Forse basterebbe
un intonaco lilla
su corpo e anima
per pulire un attimo
colpi di frusta.

L’amore c’è ma
non basta
ci vuole
mondo
dentro
e non languore.

Dammi
amica d’ogni vento
un poco di succo di
viola ciocca
amaro ma
di vita.

Tinti Baldini e Maria Attanasio

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13 commentiLascia un commento

  1. Ragazze mie,vi sparpagliate in ogni vostra parola come scintille di fuoco… sento due mondi poetici del dolore, che insegnano. Vi abbraccio
    aurelia

  2. Grazie a voi e soprattuto a Maria :i nostri cuori battono all’unisono.Tinti

  3. Grazie ,scrivere con Tinti è un’esperienza unica.
    M.

  4. ….. Ed un esperienza unica e leggervi
    Pierluigi

  5. E`un coro a due voci di indignazione contro la realtà.
    Siete bravissime
    Un abbraccio a entrambe
    Giuseppe

  6. Il dolore è rabbia, espresso molto bene in questa poesia, complimenti ad entrambi. ciao Rosy

  7. grandi!!

  8. Bravissime!!!!
    Graziella

  9. … tutta d’un fiato… e la pelle d’oca
    increspa anche il cuore dell’anima
    brave, brave, brave

    con il più caldo dei nostri abbracci
    Eva e Kinita

  10. Care Tinti e Maria,

    la vostra poesia a quattro mani è molto bella:
    “(…)quando tu vorresti soltanto un piccolo sisma
    solo tuo che ti
    inghiotta finalmente la terra
    il resto ‘affanculo ”

    Sì, Il valzer del dolore si balla da soli, ma io non so ballare. Il fatto di essere soli non fa pensare necessariamente al dolore. Ogni umano è diverso dall’altro ed io sono felice di vivere sulla Terra,
    sono felice di morire nella materia in grazia del Primo Creatore.

    Con affetto, Paolo.

  11. Non è poesia. E’ la più bella ballata del dolore a quattro mani che abbia mai ascoltato

  12. Non ho parole per questa vostra poesia, rischierei di rovinare tutto.
    Lascio i miei più sentiti complimenti per questa composizione a quattro mani veramente splendida. Bravissime
    Patrizia

  13. L’unione di due anime poetiche, e la forza dei sentimenti che le accomunano.
    Brave!

    Maristella


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