Allegoria

(Giovani amori)

Così, lieve danzavi
sul tappeto del mondo,
col tuo essere errante,
vago sussurro.
Artista immane,
l’inventarughe del tuo viso,
intarsiava
pieghe sinuose, piene
di mille domande nascoste.

Scorrevi i tuoi giorni
stranieri, con l’estro
del rivo dell’alpe.
Cascatelle i sorrisi leggeri,
che posavi incauta qua e là,
tra le mie cose.

Ed uno, fra tanti
l’ ho custodito
e nascosto,
tra i miei sogni veri.
L’uso le sere d’Inverno,
per riattizzare
comete errabonde
e rischiararmi di luce celeste,
mentre cerco le mille risposte,
nascoste,
tra le grinze
dei sorrisi di Dio

Flavio Zago

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4 commentiLascia un commento

  1. Flavio , non ci sono parole per la chiusa!
    Tinti

  2. Vero, non ci sono nemmeno per quel “tappeto”, quelle “cascatelle”, insomma, tutta la poesia è un incanto.
    Sandra

  3. Incantata da questa splendida poesia
    Bellissima. Patrizia

  4. E’ il ricordo di un grande amore.
    “Cascatelle i sorrisi leggeri,/che posavi incauta qua e là (…)”. Fa piacere conservare uno di quei sorrisi
    per “rischiararmi di luce celeste,/mentre cerco le mille risposte (…)”che tu già hai, ma forse non te
    ne sei ancora accorto. Hai umanizzato un Dio vecchio
    e rugoso (con le grinze). Tuttavia è una bella poesia.

    Cari saluti, Paolo.


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